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Tragedia di Dogaletto, lo sgomento dei vicini: "Abbiamo sentito le urla e gli spari"

Non si spegne l'eco dell'omicidio-suicidio che ha coinvolto, giovedì mattina, due coniugi di Mira, Luigi Nocco e Sabrina Panzonato. Gli spari hanno fatto subito presagire il peggio

C’è grande sgomento tra gli abitanti di Dogaletto per l’ennesimo fatto di sangue che ha macchiato la provincia di Venezia. Tutto è successo in pochi istanti: le urla, il primo sparo e dopo un breve intervallo il secondo. I residenti di via Trieste, o per lo meno quelli che si trovavano in casa poco dopo le 8 di giovedì, si sono riversati subito sulla via, per capire cosa fosse successo. Gli spari, chiari, hanno fatto subito presagire un omicidio. Lo scenario di quelli che lasciano inorriditi, i corpi di Luigi Nocco, 53 anni, e della moglie Sabrina Panzonato, di un anno più giovane, riversi sul vialetto, senza vita.

L'OMICIDIO-SUICIDIO DI DOGALETTO

LA TESTIMONIANZA DEI VICINI

"Ho sentito delle urla - ha riferito uno dei vicini di casa della coppia - poi in serie il primo e secondo colpo. È successo tutto in un breve intervallo di tempo. Non avrei mai pensato che sarebbe potuto succedere qualcosa del genere”. L’ipotesi è che la donna stesse cercando di allontanarsi dall’uomo, poi sarebbe stata raggiunta sul vialetto, dove si è consumato l’omicidio-suicidio. Di possibili problemi tra i due coniugi, nessun vicino sapeva nulla: “Avevano due figli, li vedevo spesso, sembravano tranquilli”.

IL CORDOGLIO DELL'ULSS 3

"La direzione dell’Ulss 3 Serissima esprime lo sconcerto e il cordoglio per la tragica morte di Sabrina Panzonato, infermiera all’ospedale dell’Angelo. L’azienda sanitaria tutta è vicina nel lutto ai familiari e al reparto di Neurologia, dove dal 1995 Sabrina Panzonato prestava il suo servizio con competenza, dedizione ed entusiasmo sempre vivi negli anni della professione.Nel suo ricordo il reparto e l’ospedale rinnovano il loro impegno verso i degenti e gli utenti, centro del lavoro di ogni operatore sanitario, che Sabrina ha svolto sempre in modo esemplare".
 

LA PRIMA RICOSTRUZIONE

I fatti sono tristemente noti, anche se tutti i contorni devono ancora essere chiariti. Da una prima ricostruzione pare che l'uomo, poliziotto della questura di Venezia, abbia sparato un colpo alla moglie con la pistola d'ordinanza. Pochi secondi dopo avrebbe puntato l'arma contro se stesso, facendola finita. Pare che tra i due coniugi fosse in atto la separazione.

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