Con i ricoveri siamo quasi al picco di primavera. Zaia: «Rispettiamo l'ordinanza»

Il numero dei pazienti Covid in Veneto si avvicina a quota 2200. C'è, però, un maggiore turnover. Intanto è entrata in vigore l'ordinanza del 12 novembre e i Comuni adeguano i propri mercati

Il mercato di Mestre

La nuova ordinanza regionale è piuttosto morbida e lo è, come ribadito dal governatore Luca Zaia, anche perché alla popolazione è richiesto di avere senso di responsabilità: «Di nuovo faccio appello ai cittadini di stringere i denti e lavorare in squadra - ha detto oggi nel corso del punto stampa quotidiano - Vi chiedo ancora: non assembratevi nelle strade del centro o sulle spiagge. Non abbiamo chiuso i confini comunali. Fate questo sacrificio, è necessario». Una serie di domande riguardano chiarimenti su attività specifiche, ad esempio parrucchieri e lavanderie nei centri commerciali che potranno restare aperti, così come concessionarie di automobili (ma solo se non sono attività medio-grandi». Per tutti questi quesiti c'è un'apposita pagina del sito della Regione dedicata alle faq.

Contagi e ricoveri

Zaia ha riepilogato i nuemeri della diffusione del contagio a livello regionale: +3605 positivi nelle ultime 24 ore, mentre oggi ci sono 227 ricoverati in  terapia intensiva (+6) a cui si sommano 1947 ricoverati in altri reparti (+71): il totale nel Veneto si avvicina a quota 2200, quindi si va verso i valori del massimo storico di marzo-aprile. «Ciò che ci dà un po' di respiro - ha fatto presente il governatore - è che in questa fase, rispetto alla prima ondata, c'è maggiore turn over negli ospedali: solo oggi abbiamo 104 persone dimesse, mediamente i pazienti restano circa una settimana all'ospedale. Le altre differenze rispetto alla prima ondata: abbiamo una macchina sanitaria più efficiente, cure migliori e pazienti diversi, che caricano di meno le terapie intensive». Un altro elemento confortante, dice, riguarda le residenze per anziani: «Il dato sull'ospedalizzazione degli anziani dalle case di riposo è calato - ha rilevato - grazie allo screening continuo e alle chiusure, la percentuale degli ospiti delle rsa che vengono ospedalizzati è scesa dal 22% di marzo all'8% di oggi».

I mercati cittadini

Tornando all'ordinanza di ieri, i Comuni stanno riorganizzando i propri mercati in base alle norme che richiedono (come era stato in aprile) un piano di perimetrazione, percorsi separati di ingresso/uscita e sorveglianza: a Venezia il sindaco Brugnaro ha firmato l'ordinanza con il piano, applicabile a tutti i mercati all’aperto e al chiuso, che contiene le condizioni per consentire lo svolgimento dell’attività mercatale. A San Donà, che conta tre mercati (quello del lunedì, il mercato a km0 del sabato e quello della frazione di Passarella il mercoledì), l'amministrazione ha consegnato ai commercianti il nuovo piano. «Ricordo - ha detto il sindaco Cereser - che sono i comportamenti individuali a fare la differenza, e che questa battaglia si vince se si combatte tutti insieme». A Chioggia, invece, il sindaco Alessandro Ferro ha bloccato il tradizionale mercato settimanale del giovedì, almeno per la prossima settimana: «Sembra molto difficile - ha commentato - riuscire a rispettare le norme: in primavera la Regione aveva limitato le categorie merceologiche dei banchi, cosa che ne aveva ridotto il numero» e permesso quindi di fare la perimetrazione e garantire le distanze. Oggi non è così: «Chiudere per il momento è l'unica soluzione possibile. Valuteremo altre ipotesi per le prossime settimane». Nessun problema invece per la pescheria al minuto e per il mercato del contadino, molto più piccolo, che si tiene il sabato mattina in Campo Cannoni a Sottomarina. Il Comune di Mirano ha comunicato che il mercato settimanale di lunedì 16 novembre sarà distribuito con la disposizione già adottata nel maggio scorso, che prevede l’estensione del mercato anche in via Gramsci.

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