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La rabbia dei tornadati davanti al governo: "Non crediamo più alle vostre parole"

Sabato mattina il sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta a Dolo per incontrare artigiani e piccole imprese: "Mi impegno a vedere i sindaci e trovare ulteriori soluzioni"

Dopo le promesse e le richieste d'aiuto, sabato mattina sono state palpabili la disaffezione e le polemiche nei confronti di come il Governo ha gestito la fase post-tornado in Riviera del Brenta. L'occasione di avere un esponente dell'Esecutivo a Dolo, ossia il sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta, cittadini e sindaci non se la sono fatta scappare. Nella sede dell'associazione di artigiani e piccola impresa "Città della Riviera del Brenta" di via Brenta Bassa a Dolo sabato mattina si è parlato ben poco di tasse e legge di stabilità. Fin da subito l'argomento obbligato è stato il ciclone che ha devastato la Riviera del Brenta l'8 luglio scorso. O meglio, l'attesa di aiuti "romani" concreti per potersi rialzare. 

Sono i soldi che mancano all'appello: per questo cittadini e sindaci (tutti presenti i tre dei Comuni tornadati Dolo, Mira e Pianiga) a una sola voce hanno protestato. "Ci sentiamo abbandonati", ha dichirato il primo cittadino di Mira, Alvise Maniero. Massimo Calzavara, sindaco di Pianiga, ha invece consegnato una lista di problematiche da risolvere con urgenza nel territorio da lui amministrato: "Basta con le parole", è stato il ritornello più in voga. L'hanno "recitato" la trentina di residenti presenti (non molti) e pure i rappresentanti di categoria. "Il fatto che ci sia poca gente - ha commentato il sindaco di Dolo, Alberto Polo, del Pd al pari di Baretta - è sintomo di disaffezione. In tutte le altre riunioni il pubblico è stato ben più numeroso". 

L'esponente dell'Esecutivo, di fronte alle sempre più pressanti richiesta d'aiuto, ha annunciato l'intenzione di incontrare i tre sindaci dei paesi colpiti dal tornado, per cercare soluzioni più concrete di quelle fino ad ora individuate: "Lo sforzo del governo, con la nuova legge di Stabilità, è stato quello di porre le condizioni ideali per garantire al Paese, e alle regioni colpite dalle calamità naturali, di ripartire - ha dichiarato Baretta - In un quadro di sostegno a situazioni di grande difficoltà, non credo che ci aiuti perseverare sulle polemiche. In Italia sono 62 i punti di crisi aperti, ma è grazie alle richieste della Riviera del Brenta, a seguito del tornado che l'ha colpita, che abbiamo deciso di rifinanziare il fondo nazionale prevedendo una novità importante: la possibilità per i privati di accedere a mutui agevolati, cui si aggiunge la possibilità di defalcare dalle tasse il contributo che arriva dai prestiti agevolati. Una norma di questo tipo, che prevede due vantaggi, non si può certo prevedere per un solo territorio, ma deve necessariamente avere carattere nazionale. Non è vero - ha concluso - che il governo ha abbandonato le situazioni di crisi, i provvedimenti, come la dichiarazione dello stato di crisi e i due milioni per i primi interventi, sono stati attuati immediatamente. Ma alla richiesta di prolungamento dello stato di crisi, io invito a riflettere su una questione: fino a quando è conveniente mantenere l'economia di questo territorio - su cui localmente è stato fatto un lavoro egregio - in uno stato di crisi e non pensare al passaggio successivo? Io ritengo che sia opportuno studiare una strategia per capire quale sia la strada migliore. Abbiamo bisogno di una visione condivisa e il Governo è disponibile ad aprire un confronto di merito al quale dobbiamo tutti lavorare insieme".
 

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