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Foto: polizia ferroviaria, immagine d'archivio

Foto: polizia ferroviaria, immagine d'archivio

Polfer Veneto, 48 arresti in un anno: a Mestre in manette gli autori della rapina a una sordomuta

Complessivamente 55.382 persone identificate, 109 cittadini stranieri in posizione irregolare rintracciati, 1.082 pattuglie a bordo dei convogli, 1.559 treni scortati: questi alcuni numeri del 2018

Un anno portato a termine con tante cifre: sono quelle delle operazioni eseguite dal compartimento di polizia ferroviaria per il Veneto, nel 2018. Complessivamente 55.382 persone identificate, 109 cittadini stranieri in posizione irregolare rintracciati, 48 persone arrestate, 1.082 pattuglie a bordo dei convogli per un totale di 1.559 treni scortati: questi alcuni numeri dell'anno appena trascorso.

Vigilanza e controllo

Messi a segno potenziati e mirati servizi di vigilanza e di controllo all'interno delle stazioni e sui treni circolanti, volti a garantire una sempre maggior sicurezza dei viaggiatori. Durante tali attività, spesso attuate in collaborazione con personale delle locali questure e dei reparti speciali e ottimizzate dall'utilizzo dei metaldetector e degli smartphone di ultima generazione, il personale del compartimento di polizia ferroviaria per il Veneto ha sottoposto a controlli identificativi complessivamente 55.382 persone, tra queste 583 sono state indagate in stato di libertà per reati contro il patrimonio (furti e borseggi), ma anche di detenzione di stupefacenti ai fini dello spaccio, e di oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale, spesso preceduti dal rifiuto a declinare le generalità.

Arresti e contravvenzioni

In particolare quest'ultima tipologia di reato ha visto spesso coinvolti passeggeri che, all'atto del controllo da parte del personale delle ferrovie, sono stati trovati a bordo dei treni privi del titolo di viaggio previsto e che, in più di un'occasione, si sono rifiutati di regolarizzare la loro posizione, assumendo atteggiamenti aggressivi e violenti. Sono stati rintracciati 109 cittadini stranieri in posizione irregolare e sono state comminate 539 contravvenzioni. Arrestate 48 persone, per lo più per reati contro il patrimonio, spaccio di stupefacenti, oltraggio, violenza e resistenza a pubblico ufficiale, e per esecuzione di ordini di carcerazione, ma anche per rapina, rammentando quanto avvenuto proprio nei primi giorni dello scorso anno e operato dal personale Polfer in servizio nella stazione di Mestre.

Sottopasso di Mestre

Il reato era stato denunciato da una donna non udente che, mentre transitava lungo il sottopasso ciclopedonale, era stata scaraventata a terra, colpita violentemente con calci e pugni da tre persone, probabilmente di nazionalità africana, e derubata del telefono cellulare e della borsetta. Nella circostanza, il personale Polfer, sulla scorta degli elementi raccolti, aveva estrapolato i filmati registrati dal sistema di videosorveglianza installato nel sottopasso e informato dell'accaduto le sale operative di questo compartimento e della questura, trasmettendo i fotogrammi dell'evento attraverso i quali potevano essere riconosciuti i tre autori del fatto. Poco dopo, infatti, l'equipaggio di una volante della questura di Venezia ha rintracciato e bloccato una persona che, per vestiario indossato e caratteristiche somatiche, poteva corrispondere a uno degli autori della rapina. Condotto negli uffici Polfer è stato riconosciuto dalla vittima.

Un agente della polizia ferroviaria, in servizio di pattugliamento con i militari dell'esercito, è riuscito a individuare, in prossimità del piazzale esterno della stazione, anche gli altri due autori della rapina. Uno è stato bloccato grazie all'intervento di un'altra pattuglia della polizia ferroviaria, l'altro, fuggito, è stato poco dopo rintracciato e fermato in una via limitrofa. I cittadini nigeriani, una volta identificati, sono stati tutti sottoposti a fermo di persona gravemente indiziata di delitto portati in carcere a Venezia. La refurtiva, interamente recuperata, è stata restituita alla proprietaria. 

Scorta

Importante anche l'attività di scorta sui treni che il personale della polizia ferroviaria per il Veneto ha effettuato allo scopo di garantire serenità e sicurezza ai viaggiatori: 1.082 le pattuglie a bordo dei convogli per un totale di 1.559 treni scortati sulle tratte ferroviarie più a rischio, che hanno contribuito a far registrare un calo delle denunce di furto, dimostrandosi quindi un valido servizio per garantire la serenità e la sicurezza dei viaggiatori.
Per quanto concerne, invece, i servizi di contrasto alla microcriminalità sono state 498 le pattuglie impiegate.

Minori e studenti

L'attività della Polizia Ferroviaria, però, non si è limitata solo ed esclusivamente alla prevenzione e repressione dei reati cercando di individuarne i colpevoli, bensì ha permesso anche di rintracciare 49 minorenni nelle situazioni più disparate. Ha continuato a destare interesse e a raccogliere consensi anche l'iniziativa "Train to be cool" rivolta agli studenti della scuola secondaria di primo e secondo grado, per informarli sull'attività svolta dalla polizia ferroviaria, affrontando le tematiche dell'osservanza delle norme comportamentali per la sicurezza, anche per non ritrovarsi in guai giudiziari nei quali può incappare chi si lascia andare a bravate come la posa di oggetti sui binari o il "grafitaggio" delle carrozze ferroviarie. Nell'ambito di questa attività sono state fatti 40 incontri nelle scuole che hanno visto coinvolti circa 2.500 studenti.

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