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Manutenzione di aree verdi e piste ciclabili: i richiedenti asilo di Jesolo al lavoro

Diversi tra quelli ospitati alla sede della Croce Rossa sono impegnati dall'inizio dell'estate in progetti di pubblica utilità, coordinati dal Comune: "Un reale percorso di integrazione"

Dallo scorso 12 giugno - così come accade in altre comunità della regione - i richiedenti asilo di Jesolo, ospiti della Croce Rossa Italiana di via Levantina, sono coinvolti in progetti di lavori di pubblica utilità a sostegno del territorio locale per la cura dell’ambiente e dei beni pubblici. Si tratta di attività liberamente scelte e gratuite, disciplinate dalla convenzione sottoscritta dal Comune di Jesolo, dalla Jesolo Patrimonio e dalla Croce Rossa in seguito alla firma del protocollo d’intesa stipulato a maggio tra Comune, Prefettura e la stessa CRI.

La convenzione impegna il Comune alla formazione dei volontari, a fornire loro i dispositivi di protezione individuale, a coordinare e verificare le attività programmate. Alla Croce Rossa compete il coordinamento delle persone richiedenti asilo impiegate nelle varie attività, l’organizzazione del servizio di trasporto e l’affiancamento di un tutor al gruppo di volontari. Già diverse squadre hanno operato per la cura delle aree verdi di via La Bassa e Grassetto, collaborando con il personale della Jesolo Patrimonio; altri volontari sono stati coinvolti nella manutenzione delle aiuole delle piste ciclabili di via Roma destra, Mameli e Padania, e dei marciapiedi di via Levantina.

“Lo scopo dell’accordo – dichiara il vice-sindaco Roberto Rugolotto -  è di superare la condizione di passività dei migranti, favorire l’integrazione nel contesto sociale che li ospita e consentire loro di dare un personale contributo alla vita della comunità che li accoglie.” “Un’iniziativa – aggiunge il presidente della Croce Rossa Veneto Francesco Bosa - che nasce dall’esigenza, avvertita anche dagli ospiti della nostra struttura, di andare oltre la mera accoglienza, generando effetti positivi verso un reale percorso di integrazione. Vogliamo vincere la sfida dell’inclusione sociale e diventare attori di una comunità aperta e solidale, che favorisca lo sviluppo di autonomia e competenze, da mettere a frutto una volta che queste persone saranno uscite dal circuito dell’accoglienza”.

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