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Foto twitter - Silvia Compagno

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In 300 per fermare la Vallenari Bis, ma i lavori non saranno interrotti

Cittadini e rappresentanti dei comitati hanno esposto martedì pomeriggio le proprie ragioni dopo la commissione consiliare. Rischio di penali milionarie

Sospendere i lavori sulla Vallenari Bis. Questa è la richiesta, come riportano i quotidiani locali, di comitati e cittadini, ricevuti martedì pomeriggio al termine della IV commissione consiliare in via Palazzo a Mestre.

La realizzazione del secondo lotto della Vallenari Bis, con il conseguente insediamento edilizio, è uno dei problemi più grandi che la giunta Brugnaro ha preso in eredità dalla precedente amministrazione: un progetto già avviato, che sembra pressoché impossibile fermare. In particolar modo, il comitato No Vallenari Bis ha avuto modo di sottolineare come il progetto sia viziato da errori e scarsa trasparenza, a tal punto da rendere illecita l'aggiudicazione del bando. La portavoce, Anna Franco, ha chiesto una sospensiva immediata per non aggravare i costi a carico del Comune, che deve poter accertare la bontà del progetto, oltre a una verifica contabile alla luce della penalità in caso di recesso.

Concordi anche i consiglieri Nicola Pellicani della Lista Casson e Davide Scano del Movimento 5 Stelle. Il primo ha sollecitato la verifica su un presunto illecito sul bando di affidamento dei lavori alla ditta Sacaim, mentre il secondo ha sottolineato come prima di procedere con i lavori sia necessario chiarire la procedura e l'utilità politica dell'opera. È intervenuto sulla questione anche Luciano Pescarollo, presidente del comitato di via Fradeletto, che ha voluto esprimere ancora una volta il suo favore nei confronti dell'opera; ritiene necessario verificare la legittimità della Vallenari Bis, ma ha chiesto di pensare, per una volta dopo 20 anni alla via, costretta nella morsa quotidiana di un traffico che sfiora i 27mila veicoli in transito.

Per la Giunta comunale è intervenuto in chiusura Renato Boraso. L'assessore alla mobilità ha spiegato che come nuova amministrazione i margini di azione sono molto limitati, e si potrà al massimo pensare alla mitigazione ambientale e a rendere meno invasivo possibile l'insediamento. Allo stato attuale, Boraso ha ribadito di non poter fermare il cantiere, poiché una simile manovra prevederebbe penali milionarie non solo per l'impresa, ma anche per chi vuole costruire.

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