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Fumo e tentata rapina a San Marco, reazioni dure: "Sensazione di insicurezza e impunità"

Venerdì assalto armato, dibattito sui controlli. I criminali avrebbero approfittato del cambio di turno delle forze dell'ordine. Ma i commercianti attaccano: "Serve più sorveglianza"

In tanti se lo sono chiesti subito, ancora prima che si capisse il motivo di quella densa nube nera: non è stato troppo semplice passare in uno dei luoghi più sensibili al mondo e lasciare due fumogeni a terra, proprio davanti al campanile di San Marco? Oggetti potenzialmente pericolosi che inizialmente hanno "sparato" una fiammata e poi hanno rilasciato una densa coltre di fumo, gettando per alcuni istanti nel caos tutta l'area. Un dubbio che ha preso forza pochi minuti più tardi, quando si è capito che il fumo non era nient'altro che un'azione diversiva per coprire i movimenti di una coppia di banditi entrata in azione nella gioielleria Missiaglia (ora Rocca 1794). Perché significa che almeno due criminali si sono mossi nel "salotto" di una delle città più visitate del globo con una pistola in mano, in pieno giorno.

Vero che i loro piani sono saltati (per un soffio), ma vero anche che nessuno, tra le forze dell'ordine presenti in piazza, ha minimamente intercettato i banditi in fuga. Di sicuro i rapinatori sono entrati in azione nel momento in cui avviene il cambio turno delle forze di polizia, come evidenziato dal prefetto Carlo Boffi. Segno che si erano preparati da tempo e avevano scelto il momento più opportuno per far partire l'assalto. Sul tema è prevista per la prossima settimana una riunione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Qualcosa, insomma, va cambiato.

Sono molte le cose da cambiare, invece, per alcuni dei rappresentanti dei commercianti e delle attività dell'area. Tra questi Alberto Nardi, che proprio pochi giorni fa si è dimesso dal ruolo di presidente dell'associazione Piazza San Marco in segno di protesta contro - come spiegato da lui stesso - "la mancanza di volontà politica" di affrontare i problemi della piazza. "Abusivi e rapinatori sono cose ben diverse - precisa Nardi - Ma da tempo denunciamo una certa situazione generale di insicurezza, un'assenza di controllo capillare come dovrebbe essere nell'area più centrale della città. L'episodio di ieri dimostra la deriva sfaccettata di questa situazione. Chi arriva in piazza e vede bande di decine di abusivi indisturbati a tutte le ore del giorno pensa che non ci sia controllo. Così il cittadino percepisce scarsa sicurezza mentre i criminali hanno una sensazione di impunità".

La pensa in modo simile Roberto Magliocco, presidente di Ascom Venezia, presente a San Marco al momento della tentata rapina: "Il fumogeno ha scatenato il caos - racconta - E al momento in cui capitava tutto ciò non c'era nessuna forza dell'ordine presente, sono arrivati una volta passato il fumo. Questo dimostra che la piazza va tenuta maggiormente sotto controllo, con una sorveglianza più stretta avvalendosi anche di telecamere a circuito chiuso monitorate con continuità." "Speriamo che con questa rapina - ribadisce il vice presidente vicario Marco Francalli - ci siano più pattugliamenti in centro storico, soprattutto in orario pomeridiano e serale. Ci raccomandiamo la presenza in borghese che garantisce maggior efficacia".

Per Ugl polizia di Stato “Venezia merita più attenzione e rispetto da parte della politica nazionale e del ministero dell’interno”: lo dice Mauro Armelao, segretario regionale del sindacato, secondo cui la questura lagunare "deve essere rinforzata in termini di uomini e mezzi". E aggiunge: "Venezia è costretta a subire strutture fatiscenti, pochi mezzi e uomini disposizione, mancanza di manutenzione ai mezzi".

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