La Regione: «Se c'è supporto scientifico, aprire. Da qui al 4 maggio si può rivedere»

Zaia: «Il 27 al via moda e cantieri? Se ci sarà un dpcm si può fare anteprima della fase 2. Dispositivi e mascherine la condizione. Elezioni: meglio raccogliere firme a giugno che a ferragosto». Contro De Luca: «È la guerra del sud verso il nord»

Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia

Per il secondo giorno consecutivo Azienda Zero registra un numero di ricoverati non Covid, nelle Terapie intensive, superiore ai pazienti Covid che sono comunque 184 in Veneto; 256.286 i tamponi effettuati, 15.935 i positivi rilevati, 918 i morti nelle strutture sanitarie ma sono 1087 complessivamente i deceduti in regione. Ci sono ancora 11.913 persone in isolamento. Sono i dati diffusi dal bollettino di Azienda Zero domenica 19 aprile e commentati dal governatore del Veneto Luca Zaia. Al 98% gli esiti dei controlli Spisal nelle aziende hanno dato risultati confortanti, dice il governatore, «serve un po' di senso pratico. Fra i parrucchieri ci sono quelli che affermano che è impossibile lavorare con la mascherina perché non si riesce a tagliare i capelli nella zona orecchie, e ci sono quelli che si sono attrezzati per fare delle mascherine adesive. Veneti siamo». 

Cabina di regia e governo

Ieri, sabato, si è riunita la cabina di regia con il presidente del Consiglio Conte, ha ricordato Zaia. «Abbiamo fatto delle richieste chiare. Se ci sono le condizioni sanitarie e il supporto scientifico è giusto che si apra, senza complicazioni, e con i dispositivi di protezione come condizione sine qua non. La nostra regione da 2 settimane registra un trend con tendenza all'attenuazione degli effetti del contagio - dice Zaia -, il tema si può affrontare. Speravo in un segnale in questo limbo che ci separa dal 4 maggio. È giusto che ci siano linee guida a livello nazionale ma che si lascino vivere i cittadini ponendo misure applicabili». C'è ancora qualche giorno da qui al 4 maggio, «ci sono decisioni in via sperimentale che si possono prendere - aggiunge il governatore - ma mi sembra di capire che il 4 maggio sia la data importante; poi cercheremo di vedere quante e quali imprese apriranno, ma le persone si aspettano di avere in sicurezza meno restrizioni». E sul tema dei trasporti, dice: «Voglio vedere come bloccheranno i treni che attraversano la regione - contro il governatore campano Vincenzo De Luca - È la guarra del sud contro il nord, io non ho mai chiuso le porte a nessuno».

Case di riposo

In emergenza coronavirus il piano sanitario ha previsto la presa in carico delle strutture sanitarie dalle Ulss competenti per territorio. «Ci sono case di riposo che hanno un alto numero di persone contagiate e altre che non hanno neanche un positivo - spiega l'assessore alla Sanità Manuela Lanzarin - Sono state fatte due attività: l'isolamento dei positivi o lo spostamento fuori dalle case di riposo». Attualmente Azienda Zero ha finito il primo giro di monitoraggio delle strutture per anziani, domani, lunedì 20 aprile, ci saranno i dati aggiornati. Il 6% degli ospiti è risultato positivo e il 3% degli operatori, complessivamente. «Andremo a capire cosa è successo all'interno delle residenze con i contagi. Ma siamo già nelle case di riposo con dei team per comprendere se siano state rispettate le indicazioni, quali siano le terapie, e sono presenti anche le Usca (unità speciali di continuità assistenziale) per le verifiche - dice Lanzarin - . La fotografia sarà periodica, ogni 10-15 giorni. Torneremo e continueremo a fare verifiche». Il bollettino ufficiale della Regione Veneto sull’andamento dell’epidemia segnala che, ad oggi, si registrano in Veneto 1087 decessi per Covid-19, di cui 345 nelle case di riposo. Il tasso di mortalità nelle residenze per anziani in Veneto risulta essere del 15,7 per cento, circa la metà del tasso medio nazionale.

Scuole e asili

La Regione ha chiesto la riapertura come l'Emilia Romagna di scuole e asili? «No», la risposta del presidente Zaia. «Il vero tema è pensare alla gestione dei ragazzi, mentre i genitori tornano al lavoro, con una soluzione nazionale che potrebbe riguardare il part time piuttosto che incentivi per far accudire i figli. Non possiamo fare ordinanze meno restrittive rispetto ai provvedimenti nazionali - dice Zaia - Il Veneto non può aprire oltre quello che è indicato nel dpcm. Dobbiamo sperare che ci sia sensibilità alle richieste del territorio. Aprire per età? Stiamo lavorando a una soluzione generale e sostenibile: se usiamo la mascherina e ci disinfettiamo le mani, abbiamo risolto molti dei problemi, come ci ha mostrato l'ambito sanitario con i bassi contagi dei medici in Veneto».

Elezioni

E sulle elezioni, ribatte Zaia: «ho altri pensieri. Ci sono Regioni e Comuni che scadono a fine maggio. Due le ipotesi: fare una proroga fino a ottobre e novembre, con amministratori che non hanno più titolo, o dire che è giusto andare al voto il prima possibile, compatibilmente con il rispetto del tema sanitario. Se è vero che il 4 maggio si riparte, dopo due mesi non è vero che non c'è nessuno in giro. Giusto che i cittadini possano eleggere i loro rappresentanti». Sembra ci sia la disponibilità del governo per una finestra a luglio, anche perché l'Oms (Organizzazione mondiale della Sanità) ha certificato una nuova ondata di virus in autunno e a quel punto la proroga rischia di portarsi oltre quest'anno; ma i governatori devono approvare i bilanci e devono gestire pienamente la Sanità. Settembre? «Capisco - dice Zaia - che c'è gente che si sta struggendo sul tema. Qualcuno ha detto 15 settembre, vuol dire che facciamo la campagna a inizio agosto? Oltretutto la raccolta firme per le liste la facciamo nella settimana prima di Ferragosto? Sarà più probabile che ci sia disponibilità a giugno. Serve un'indicazione del governo, rispettando la richiesta delle Regioni che è quella di andare al voto il prima possibile».

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