menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Il sindaco Giorgio Orsoni davanti al bar dell'omicidio in sopralluogo

Il sindaco Giorgio Orsoni davanti al bar dell'omicidio in sopralluogo

Ancora violenza nel bar di piazza Mercato dell'omicidio a Marghera

Giovedì sera verso le 22.30 un marittimo ucraino è stato messo ko da un ceffone sferrato da un avventore del locale, urtato per sbaglio dal ferito

Ancora violenza. Deflagrata nello stesso luogo dove il 10 marzo scorso Marghera tenne il fiato sospeso per una serata intera. Torna il sangue in piazza Municipio, anche se in maniera (e gravità) ben diverse rispetto all'omicidio di Isak Ajdin, 33enne macedone che venne ucciso da una pallottola che gli perforò il polmone. Quella era una vicenda di donne. Una vicenda in cui la vittima non c'entrava nulla. Era una questione tra due fratelli kosovari e un connazionale di Ajdin, colpito da due pallottole al rene e all'intestino e da tre coltellate alla schiena. Era lui il vero obiettivo degli spari.

Stavolta, invece, la lite è scoppiata per molto meno: verso le 22.30 di giovedì, infatti, due marittimi ucraini di 35 e 43 anni arrivati a Venezia su una nave russa ormeggiata in banchina dei Molini a Marghera entrano nello stesso bar dell'omicidio di Ajdin. Inavvertitamente, però, mentre si fanno largo nel locale, uno dei due marinai urta una persona che stava vicino al bancone. Di spalle. Quest'ultima, per niente contenta di essere stata disturbata, si gira di scatto e in un amen sferra un ceffone al suo interlocutore. Che finisce a terra. Subito dopo l'aggressore se ne va a piedi per evitare guai più seri. Aveva capito di averla fatta grossa.

Gestore (un cittadino cinese di 24 anni) e clienti non perdono tempo e qualcuno chiama i sanitari del 118, che intervengono sul posto. Suturano il taglio al volto riportato dal malcapitato e chiamano la polizia. Il colpevole della manata, però, era già lontano. E per ora non è stato identificato. Gli agenti delle volanti, dopo aver raccolto le versioni dei due marittimi e le testimonianze delle altre persone presenti al momento del diverbio, hanno informato il ferito delle proprie facoltà di legge.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

L'assist del comandante: «Sì alle uscite nel rispetto delle regole»

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

VeneziaToday è in caricamento