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La valigetta rubata e recuperata dalla camorra, l'ex imprenditore e il "braccio destro"

Alcuni degli uomini di Luciano Donadio che hanno preso parte all'associazione mafiosa smantellata martedì. Il fulcro era tra Eraclea e Jesolo

Nel 2002 gli era stata rubata la valigetta con dentro la tesi di laurea della fidanzata. Anziché rivolgersi ai carabinieri, aveva chiesto aiuto alla camorra che in meno di 24 ore l'aveva recuperata. Un episodio, questo, che sottolinea la capacità di penetrazione della mafia nel Veneto orientale, a maggior ragione per il fatto che il protagonista sarebbe il direttore di una banca di Jesolo, indagato nell'inchiesta che ha portato a 50 arresti in Veneto e accusato di aver consentito ai camorristi di operare su conti societari senza averne titolo.

I "vertici"

I personaggi di spicco dell'associazione erano Luciano Donadio e Raffaele Buonanno. Il primo, imprenditore edile di Casal di Principe che vive a Eraclea da oltre vent'anni, è ritenuto uno dei referenti del clan dei casalesi in zona e quando era impossibilitato a occuparsi di qualcosa si affidava, tra gli altri, a Christian Sgnaolin, sandonatese e titolare della "Imperial Agency", azienda di Jesolo che si occupa di sicurezza sul lavoro. Sgnaolin è considerato dagli investigatori uno degli uomini di Donadio, che dirigeva le attività in assenza del capo. Dalla gestione delle società (tra cui la Donadio costruzioni) alle estorsioni, agli episodi di usura. Arrestato pure il figlio di Luciano, Adriano Donadio, titolare del punto scommesse Snai di Eraclea (Principe srl) che la polizia e la guardia di finanza hanno sequestrato martedì. Le famiglie coinvolte, insomma, si erano ben radicate nel territorio anche tramite la gestione di società e attività commerciali apparentemente regolari.

IL VIDEO DEGLI ARRESTI

Intrecci con la politica

E poi c'era Graziano Poles, 69enne di Jesolo, prima titolare dell'azienda "Costruzioni Piscine" (che è fallita) e poi diventato l'uomo che, secondo gli investigatori, avrebbe tenuto i rapporti con l'amministrazione comunale di Eraclea, finanziando la campagna elettorale di Graziano Teso nel 2006 in cambio di favori. Ancora più evidente, stando ai risultati delle indagini, il legame tra i camorristi e Mirco Mestre, eletto sindaco di Eraclea nel 2016: Mestre avrebbe vinto le elezioni grazie a un pacchetto di 100 voti che gli sarebbe stato garantito proprio da Donadio e soci.

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