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Le équipe di Urologia e di Chirurgia del Civile

Le équipe di Urologia e di Chirurgia del Civile

Il robot operatorio è già una "star", 20 interventi dei medici del Civile

Chirurghi dell'Ulss 12 soddisfatti sia dei vantaggi ottenuti che del buon coordinamento fra le strutture. Già utilizzato da 5 unità operative

È arrivato tre mesi fa ed è subito diventato una "star": è il robot operatorio "Da Vinci", installato all'Angelo di Mestre e via via utilizzato anche dai medici delle altre sedi ospedaliere per portare a termine delicati interventi chirurgici. Tra questi i medici dell'ospedale Civile di Venezia: il robot è già stato utilizzato dai reparti di Chirurgia, diretto dal dottor Roberto Merenda, e di Urologia, diretto dal dottor Claudio Milani.

Su pazienti del Civile sono stati finora eseguiti venti interventi, tra chirurgia generale e urologica. Finora in tutti i casi il decorso è stato privo di complicazioni, mentre i risultati preliminari sono molto positivi. "È una grande soddisfazione – commenta il dottor Milani, autore del più recente intervento – poter offrire ai cittadini veneziani, e non solo a loro, la possibilità di usufruire di questo meraviglioso strumento. Lo stiamo utilizzando su pazienti della città storica per la cura di alcuni casi selezionati di tumori della prostata e del rene. E i vantaggi annunciati e previsti sono stati riconosciuti e confermati".

Si parla di ridotta invasività, grande accuratezza nel gesto chirurgico, minori perdite di sangue e più rapido recupero funzionale del paziente quanto a continenza urinaria e, quando possibile, a funzione sessuale, con tempi operatori accettabili. Il dottor Merenda si associa alla soddisfazione espressa dal dottor Milani, e aggiunge: "Va sottolineato in particolare che questo modello permette di superare alcune difficoltà che hanno limitato per la chirurgia generale alcuni concreti vantaggi rispetto alla tradizionale laparoscopia".

Entrambi i chirurghi sottolineano come una buona organizzazione ha ridotto al minimo le difficoltà di un intervento eseguito "fuori casa": "Operare un paziente in una struttura diversa da quella di ricovero – spiega il dottor Milani – rappresenta per tutti una sfida aggiuntiva. Ma la perfetta pianificazione tra le strutture impegnate ha permesso comunque di ridurre al minimo ogni tipo di disagio rendendo possibile questo progetto, primo in Italia". Una sinergia a livello provinciale che ammortizza la spesa dell'acquisto e sfrutta al massimo il robot. Attualmente cinque unità operative ne hanno usufruito: la Chirurgia e l’Urologia di Mestre, la Chirurgia e l’Urologia di Venezia, l’Urologia di Chioggia. A breve l’utilizzo sarà esteso ad altre specialità, e ai chirurghi degli ospedali di Dolo e Portogruaro.

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