Safilo, «Incontro al Mise condizionato dalla reale volontà di uno sviluppo»

Confronti e incontri in attesa del tavolo ministeriale del 16 gennaio. Cgil: «La cassa integrazione rimanda il problema. Solidarietà: bisogna capire per quanti. La chiusura di Martignacco è da trattare»

Safilo, stabilimento di Martignacco (Udine)

Il piano esuberi per 700 (forse 600) lavoratori della Safilo, per Cgil, è «l'ultimo atto di un percorso che da tempo osserviamo». Al di là delle difficoltà cicliche, che qualunque unità produttiva può attraversare, ci sono stati alcuni fatti rilevanti in Safilo, per la Cgil. L'acquisto, il mese scorso, di quasi tre quarti degli occhiali della californiana Blenders Eyewear, è l'ultimo.

La metà "variabile" del prodotto

Nel tempo si è passati attraverso la solidarietà e la mobilità in uscita incentivata, per ridurre l'occupazione. «Si è arrivati all'inaspettato mancato rinnovo di decine di contratti a termine, qualche anno fa, anche nel Veneziano, dopo la perdita di alcune importanti licenze. E si è parlato di un cambio di assetto societario da spa a srl». Oggi il gruppo ha rinnovato i rapporti con Hugo Boss, Kate Spade, Tommy Hilfiger e Marc Jacobs. Ha siglato nuovi accordi con Levi's, Missoni, David Beckam e Under Armour. Ma ha perduto Dior e Fendi (che esce nel 2021). La metà del prodotto Safilo dipende da accordi con marchi esterni, il resto è di proprietà. La quasi totalità degli occhiali, da sole e da vista, va all'estero, Europa e Stati Uniti.

Pensare allo sviluppo

«La scelta dell'ammortizzatore sociale dice molto delle intenzioni del gruppo - sempre secondo Cgil - La cassa integrazione serve a spostare in avanti il problema. Ma se l'attesa è per il tavolo al ministero dello Sviluppo economico, del prossimo 16 gennaio, si presume la volontà sia quella di pensare a una evoluzione dell'azienda. Altrimenti il ministero giusto sarebbe quello del Lavoro, probabilmente per andare a concordare misure di protezione sociale di ultima istanza, come la mobilità. Ecco perchè parlare di chiusura dello stabilimento di Martignacco (Udine), che conta circa 400 lavoratori, è fuori luogo, prima della trattativa del 16. Pensare di portare avanti accordi separati - dice il sindacato - è un prospettiva di corto respiro. Il futuro degli stabilimenti Safilo li lega tra loro».

Un unico gruppo

In altre parole, nessuna sede dell'occhialeria può considerarsi fuori dal problema. «Dobbiamo capire quale sarà il futuro in termini di licenze e contratti, servono prospettive e consolidamento dei volumi di produzione», ha commentato la Cisl veneziana il 20 dicembre scorso durante lo sciopero. Santa Maria di Sala ha il contratto con Kering, gruppo francese, rinnovato fino al 2023, ma i volumi si sono ridotti da 2,5 milioni di pezzi a 1,8 milioni. C'è una forte preoccupazione generale perchè mancano certezze per il futuro di tutti.

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