Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca

Sciopero nazionale del trasporto locale. Lunedì doppia manifestazione a Venezia

L'astensione locale legata alla disdetta della contrattazione di secondo livello da Avm Actv. Dalle 10 alle 13 doppio presidio: al Tronchetto e alla porta Gialla di San Giuliano

Actv imbarcadero. Archivio

È sciopero nazionale del trasporto pubblico locale domani, lunedì 8 febbraio, per il rinnovo del Ccnl (contratto collettivo nazionale di lavoro scaduto 4 anni fa). A Venezia è prevista una doppia manifestazione: l'astensione è legata alla disdetta della contrattazione di secondo livello da parte di Actv Avm, comunicata il 26 gennaio scorso. Tutti i sindacati confederali e le sigle di base rappresentative dei dipendenti (in tutto 3 mila circa) ritengono «il recesso unilaterale dagli accordi aziandali stabiliti con le parti sociali non accettabile e offensivo nei confronti dei lavoratori del gruppo», hanno fatto sapere. La scorsa settimana i tentativi di mediazione con l'invito a un tavolo da parte dell'azienda non hanno avuto l'effetto sperato. Il lavoro ha chiesto ad azienda e amministrazione comunale di ritirare prima la disdetta. Lo sciopero di domani è carico delle vicende degli ultimi giorni e dell'azzeramento, di fatto, delle modalità consuete di relazioni industriali.

«Nel 2020  - continuano i sindacati - la cassa integrazione, la rinuncia a giorni di riposo e ferie ha garantito un servizio alla città in assenza dei colleghi stagionali, le altre "vittime" di questa crisi pandemica. Per queste ragioni, non permettiamo a nessuno di affermare che i lavoratori siano insensibili e non abbiano sacrificato nulla». Scioperano mezzi di terra e acqua dalle 10 alle 13 davanti alla direzione Actv al Tronchetto (si può arrivare in barca percorrendo il canale della Giudecca per poi stazionare nel bacino del Tronchetto) e a San Giuliano davanti alla Porta Gialla (si arriva in macchina partendo dai depositi con ritrovo al parcheggio Panorama e successivi percorsi concordati). Il servizio sospeso fino all'orario coincidente con il termine delle lezioni scolastiche, alle 13, potrebbe causare delle difficoltà in più. Scioperano anche gli altri dipendenti del gruppo e di Vela che non fanno i turni.

Dura la reazione del segretario regionale di Articolo Uno, Gabriele Scaramuzza. «Verrebbe da dire che gli unici stipendi a dover essere tagliati sono quelli di una dirigenza che ha dimostrato la più completa incapacità nella predisposizione di un piano industriale in grado di reggere l’emergenza Covid-19. Oltre a fare pagare le conseguenze dei mancati introiti da bigliettazione ai lavoratori – che hanno garantito e stanno garantendo un servizio essenziale come quello del trasporto pubblico locale – si preferisce fomentare anche lo stigma sociale (dichiarando cifre sugli stipendi dei dipendenti) -. Ce n’è abbastanza per considerare del tutto inadeguata l’attuale dirigenza. L’unico atto sensato è tornare indietro rispetto alla recessione unilaterale dal contratto integrativo di secondo livello, ed aprire a un piano industriale con la collaborazione delle forze sindacali».

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