Cronaca San Marco

Sciopero degli studenti a Venezia: mille in corteo con slogan e fumogeni

Giovani e docenti da tutto il Veneziano stamattina verso le 9.30 sono partiti alla volta di Rialto per protestare contro i tagli della spending review. Banche imbrattate e slogan contro il governo

Il corteo a Rialto

Erano attesi in circa mille davanti alla stazione ferroviaria di Venezia Santa Lucia. Da tutto il Veneto. A giudicare dal fiume di giovani che verso le 9.30 si è messo in marcia alla volta dell'Erbaria a Rialto sono stati effettivamente in tanti gli studenti, gli universitari, i docenti e il personale Ata che stamattina hanno scioperato contro i tagli decisi dal governo a Istruzione e Ricerca.

Un corteo "energico", in cui sono stati scanditi slogan contro il ministro competente Francesco Profumo, contro la spending review e contro le banche. Anzi, alcuni giovani hanno scritto con delle bombolette spray slogan sui muri degli istituti bancari che hanno trovato lungo il loro cammino. E' stato acceso anche qualche fumogeno. Presente in forze la polizia, con cui non ci sono stati contatti "pesanti" (alle 11 i ragazzi avevano appena superato campo San Polo), ma di certo la tensione si è respirata. Soprattutto nel momento in cui gli agenti hanno cercato di "convogliare" il corteo nell'itinerario approvato dal questore Vincenzo Roca. Ma gli studenti, invece, hanno deciso di passare per Rialto. Le forze dell'ordine hanno preferito indietreggiare, per evitare un eccessivo assembramento di persone. Sono volati insulti e slogan contro gli agenti.
 

Lo sciopero della scuola è stato organizzato dalla Flc Cgil. "Andremo in corteo fino all'Ufficio scolastico regionale dove una delegazione consegnerà al dirigente le motivazioni della manifestazione", spiega il segretario veneto della Cgil- Flc, Salvatore Mazza.

 

"Oggi siamo in piazza perché la situazione delle nostre scuole è diventata insostenibile - dichiara il coordinatore regionale della Rete degli Studenti Medi del Veneto, Alberto Irone - vogliamo una legge nazionale sul diritto allo studio, vogliamo interventi immediati sull'edilizia scolastica, che in Veneto è in una situazione indecente in tantissime scuole, vogliamo poter costruire insieme una scuola diversa che nasca dalle idee degli studenti. Lo slogan di oggi è 'Una scuola di qualità, ce la chiede l'Europa', per ribadire - prosegue Irone - come il governo non può usare l'Europa solo come dito dove nascondersi per tagliare risorse e servizi a settori fondamentali del nostro Paese, bensì deve raggiungere i livelli di qualità che osserviamo negli altri paesi della Ue: come in Belgio dove l'obbligo scolastico è a 18 anni, oppure la Gran Bretagna dove gli studenti possono valutare l'istruzione che ricevono, o ancora la Finlandia dove i percorsi di studi sono scelti individualmente dagli studenti in base alle proprie preferenze".

"Oggi in piazza con noi c'era anche l'Unione degli Universitari e la Cgil - aggiunge - a simboleggiare come la battaglia per un mondo dell'istruzione migliore sia unico tanto nel mondo della scuola quanto in quello dell'università".

All'Ufficio regionale le delegazioni territoriali della Cgil hanno rappresentato "anche il problema dei mancati finanziamenti alle scuole pubbliche statali e la riduzione delle offerte formative con il paradosso che molti istituti hanno chiesto contributi alle famiglie anche per le attività ordinarie". Problemi specifici della categoria sono legati al "passaggio del personale ritenuto 'inidoneo' alle categorie Ata, con dequalificazione professionale: vi finiranno le fasce più fragili, un percorso mortificante". A preoccupare il personale della scuola, inoltre "l'ipotesi di incrementare le ore di lavoro a parità di retribuzione, sei ore in più - afferma Mazza - significano un precario in meno, restano fuori i precari dalle liste di assunzione".

 

Da Roma a Milano, da Aosta a Palermo migliaia di studenti e docenti stamattina sono scesi in piazza anche "per il rinnovo del contratto dei docenti fermo dal 2009 e la restituzione degli scatti, per modificare la legge sulle pensioni che impedisce l'ingresso di giovani docenti e Ata nella scuola; contro il nuovo concorso inutile e costoso e per un piano di stabilizzazioni che dia certezze al personale docente e Ata incluso nelle graduatorie; per chiedere finanziamenti adeguati e certi e investimenti in tecnologie e innovazioni".

 

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