Sgomberata una casa Ater occupata: dentro già i mobili da salotto e cucina

L'appartamento era stato occupato abusivamente pochi giorni fa, ma quando i tecnici dell'azienda e gli agenti sono arrivati, l'hanno trovato parzialmente arredato

Avevano occupato l’appartamento Ater a metà della settimana scorsa, ma dentro si erano già portati un lavello e un fornello, un tavolo e un divano, gli attrezzi per montare i mobili di una parte della cucina e del salotto. E' accaduto in via del Bosco a Catene di Marghera. Alcune persone hanno rotto una porta blindata, al settimo piano di un palazzo, per occupare un alloggio sfitto, che era stato liberato dall’Ater a fine 2018 da una precedente occupazione abusiva. Pensavano che nessuno se ne sarebbe accorto ma l’Ater di Venezia negli ultimi mesi ha intensificato i controlli e le ha scoperte.

Come sono entrati

Questa mattina, in via del Bosco, sono arrivati i tecnici dell’Ater e la polizia, che hanno recuperato l’immobile. Al momento del sopralluogo, mirato a valutare possibili danneggiamenti, nella casa non c’era nessuno, ma sono stati rinvenuti effetti personali e del mobilio che era già stato trasportato all’interno. Per entrare, gli irregolari hanno rimosso la serratura della porta d’ingresso blindata, che probabilmente sarebbe stata presto sostituita. I tecnici e gli agenti hanno rinvenuto un lavello e un fornello, oltre ad un mobile a scaffali ancora da montare. A poca distanza, anche un tavolo da cucina e un divano, alcuni attrezzi per montare i mobili come un trapano, un avvitatore, una chiave inglese. Inoltre delle lampadine, un secchio con candeggina e mocio.

«Non sapevo dove andare»

Terminate le operazioni di verifica, l’alloggio è stato messo in sicurezza con un’altra porta blindata e, per scongiurare un nuovo tentativo di occupazione, è stata applicata anche una lastra “anti-intrusione”. Mentre i tecnici stavano uscendo dallo stabile, davanti all’appartamento si è presentata una donna di nazionalità italiana con l’intento di rientrare in quella che ormai credeva essere casa sua. Alle domande degli operatori dell’Ater, la donna ha risposto di aver occupato l’alloggio perché non sapeva dove altro andare. La signora è stata invitata a liberare l’appartamento dai propri effetti personali, per cui occorrerà un servizio di trasporto, e gli accertamenti di legge sono in corso.  «Casi come questi non sono nuovi, ma occorre un’inversione di tendenza per riportare la regolarità e la legalità negli edifici e allo stesso tempo per riqualificare i quartieri. Per questo abbiamo intensificato i controlli e invitiamo i cittadini a segnalarci sempre episodi simili – spiega il presidente dell’Ater Raffaele Speranzon – A chi ha cattive intenzioni dico: la pacchia è finita».

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