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Marghera, dopo gli spari e il morto su Facebook esplode il razzismo web?

Fin dalle prime notizie che arrivavano domenica da piazza Mercato dopo l'omicidio di un 33enne macedone decine i commenti "offensivi". Come bisogna considerarli? Un allarme?

Esplode la rabbia dei veneziani dopo la sparatoria di domenica sera in piazza Mercato a Marghera in cui ha perso la vita un 33enne di nazionalità macedone. Fin dalle prime notizie di un omicidio di una persona straniera proveniente dall'Est Europa i commenti sui social network si sono divisi in due categorie: e la tragedia è finita subito sullo sfondo di una contesa ideologica a colpi di commenti e post.

I DETTAGLI DELLA SPARATORIA

Razzismo? Razzismo. Lo si può chiamare così. E chi domenica sera ha espresso la propria opinione affermando "uno in meno" (questo il senso di molte frasi declinate in varie formulazioni diverse che si sono lette) di certo continuerà ad affermarlo anche se tacciato di essere razzista. Erano in tanti. A decine. Da contraltare coloro che chiedevano di aspettare di avere elementi certi su cui parlare. In un botta e risposta sempre più aspro che è continuato per ore. Sui social network, certo, si possono esagerare i giudizi. Se si fosse in una piazza "fisica" molto probabilmente in molti userebbero toni meno accesi. Un punto fermo, però: il razzismo è da condannare. Di ogni colore. Una vergogna. Ma questa esplosione come bisogna considerarla? Si è arrivati al limite della sopportazione? O è ignoranza? Interrogativi destinati a rimanere sospesi.

CONSIGLIERE VENTURINI, UDC: "DOVE ABBIAMO SBAGLIATO?"

Diverso il discorso per quanti chiedevano a Comune e istituzioni spiegazioni. "Com'è possibile che si sia arrivati a tanto?", si chiede una lettrice. "Qui è questione di salvare la pelle", scrive un'altra. La domande rimangono senza risposte. Per forza di cose.

Finché gli assassini non verranno assicurati alla giustizia: "Ognuno di noi ha pensato che si è sparato laddove un bambino poteva andarsi a prendere un gelato, laddove un paio di ore prima, all’imbrunire, delle mamme erano passate con il passeggino, dove di giorno molti dei nostri “diversamente giovani” sono passati a bere un’ombra, dove, a 30 metri di distanza, c’è l’ingresso dell’asilo, a 70 metri il Municipio di Marghera - commenta in una nota il presidente del Consiglio comunale Roberto Turetta - E’ inevitabile sentirsi fragili, ed è umano provare paura. Probabilmente, e non per assuefazione, questa volta non riusciremo a provare rabbia perché qualche media parlerà di Bronx. Abbiamo il dovere di non cedere alle barbarie. Tutti insieme".

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