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Evade due volte in due giorni, lo stalker di Dolo ora finisce dritto in carcere

M.F., 46enne, a gennaio venne arrestato per atti persecutori nei confronti di una giovane donna. Martedì si è allontanato dal pronto soccorso, mercoledì poi ha raggiunto Padova

Ai domiciliari proprio non ci voleva stare. E' stato accontentato: nei giorni scorsi, infatti, M.F., 46enne dolese arrestato nel gennaio scorso per atti persecutori nei confronti di una ragazza di poco più di 20 anni, è finito al carcere "Due Palazzi" di Padova dopo aver dimostrato che rimanere recluso nella propria abitazione non era una misura sufficiente. Del resto negli ultimi giorni si era reso protagonista di più di una fuga, inducendo i carabinieri a far scattare ancora una volta le manette. 

Giovedì pomeriggio i militari della tenenza di Dolo hanno eseguito nei suoi confronti un provvedimento cautelare dopo che lo stesso era scappato dalla sua abitazione di Dolo per poi passare la notte in un albergo di Padova. Sentendosi braccato ha alla fine deciso di costituirsi in caserma. Venerdì mattina, poi, la direttissima, al termine della quale il giudice ha disposto il trasferimento di M.F. in carcere. 

Come detto, quella tra mercoledì e giovedì non era stata la prima fuga del 46enne: il 19 febbraio scorso, infatti, l'uomo era stato denunciato per evasione in quanto decise di raggiungere per futili motivi Mogliano Veneto. Un copione simile ci fu anche martedì scorso, quando l'uomo si è allontanato da casa per  raggiungere il pronto soccorso lamentando presunti dolori alla schiena. Annoiato dall'attesa, ha deciso di farsi un giro per il centro di Dolo. Per tutti sarebbe stato un lecito tentativo di prendere una boccata d'aria, per lui, invece, il tutto si è tradotto nell'ennesima evasione. Portato in caserma, il 46enne è stato arrestato. 

Ma non è finita qui: il giorno seguente, mercoledì, i carabinieri hanno raggiunto l'abitazione di M.F. per portarlo all'udienza di direttissima, ma in casa non c'era. E' quindi scattato l'ennesimo allarme, ma le indagini subito hanno preso una direzione precisa. Stringendo il cerchio attorno al 46enne. A quel punto la decisione di costituirsi in caserma. E l'arrivo in carcere, dove è ben più difficile evadere. 
 

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