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Veneziano, gli alberghi a 4 stelle sono “in salute”: ricavi in salita dell’8,5% nel 2015

L'analisi svolta su un campione di oltre 100 strutture è stata realizzata con la Camera di Commercio di Venezia Rovigo e Delta Lagunare, Confcommercio e Federalberghi Veneto

L’indagine sullo stato di salute degli alberghi della costa veneziana realizzata da Fidi Impresa e Turismo Veneto si è svolta su un campione di oltre 100 strutture di Jesolo, Bibione e Caorle. L'analisi rappresenta la prosecuzione di un progetto più esteso, promosso con il sostegno della Camera di Commercio di Venezia Rovigo e Delta Lagunare e la collaborazione di Confcommercio e Federalberghi Veneto. Fornire strumenti per l’analisi della sostenibilità finanziaria degli investimenti per gli imprenditori del settore ricettivo della costa veneziana è stato l’obiettivo della ricerca, presentata al convegno organizzato lo scorso 7 marzo a Caorle, alla fiera dell’Alto Adriatico.

“Il settore ricettivo si conferma ancora una volta il comparto che meno ha risentito della crisi ed il principale volano dell’economia della provincia di Venezia” ha spiegato Alessandro Rizzante, vicepresidente di Fidi Impresa e Turismo Veneto. 

Lo studio, svolto partendo dall’analisi dei dati gestionali, come arrivi, presenze, permanenza media e tasso di occupazione delle camere, e dei dati di bilancio come ricavi per presenza, capitale investito e capacità di generare cassa, ha permesso di stabilire in che misura le nostre strutture ricettive sono in grado di sostenere nel tempo l’onere degli investimenti che sono chiamate a realizzare.

Questi i rilievi più significativi registrati nel triennio 2013-2015:

Il tasso di occupazione dei posti letto del campione complessivo è sostanzialmente stabile rispetto al 2014 (72% per gli alberghi a 3 stelle e 67% per i 4 stelle). Maggiori presenze legati alla stagione più lunga con Bibione che registra il dato più elevato, legato ad una stagione più corta, mentre a Jesolo la stagione più lunga e le strutture più grandi determinano i tassi di occupazione più bassi del campione per i 4 stelle (63%), mentre i 3 stelle sono nella media (72%). Caorle ha una stagione comparabile con Jesolo, ma viceversa sono i 3 stelle a presentare valori più bassi (68%), mentre i 4 stelle sono nella media (66%).

Sul conto economico i 4 stelle registrano il maggior incremento dei ricavi nel 2015 (+8,5% sul 2014), nel triennio trascinati anche dalla maggior crescita del ricavo (70 euro). Gli alberghi a 3 stelle registrano una crescita ricavi meno marcata (+3,4%), data principalmente dalle maggiori presenze. Il ricavo medio per presenza è sostanzialmente stabile (56 euro medi) con poche differenze per area: Caorle ha il valore più alto (58,7 euro). I maggiori ricavi determinati dalla crescita delle presenze, non hanno permesso di fare efficienza. Sugli investimenti il picco per i 3 stelle si è registrato nel 2014 (130.000 euro) mentre per i 4 stelle è il 2015 l’anno con i maggiori investimenti medi effettuati.

“La ricerca risponde particolarmente a due aspetti significativi - conclude Rizzante -, per le imprese avere dei parametri per conoscere e valutare sé stesse prima di accedere alla richiesta di credito, per il sistema bancario effettuare una valutazione più precisa dell'impresa stagionale. Con i dati emersi da questo studio auspichiamo di arrivare (finalmente) ad un rating bancario fatto su misura per le imprese ricettive".

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