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Mercoledì, 10 Agosto 2022
Cronaca Meolo

Bonet racconta: "Rolex da 6mila euro per i vertici della Lega Nord"

Ma l'imprenditore rimasto invischiato nell'indagine per fondi neri che ha affossato il Carroccio mette le mani avanti: "Mai interessato al partito"

Stefano Bonet parla ancora, e anche questa volta le sue parole potrebbero non piacere a tutti, tanto meno ai suoi ex amici della Lega Nord. Il manager della Po.la.re. Scarl, come riporta la Nuova Venezia, era finito invischiato nelle indagini sui fondi neri del Carroccio, nella stessa inchiesta che aveva sprofondato l'allora tesoriere del partito, Francesco Belsito e ha fatto tremare e mandato in crisi la quasi totalità dei vertici padani. L'imprenditore di Meolo, ora in attesa di processo dopo i mesi dietro le sbarre a San Vittore e poi, ancora, confinato nella sua abitazione nel Veneziano, parla di regali e di rapporti stretti, ma tagli anche corto: “Non sono un politico – sostiene – e le questioni di partito non mi hanno mai riguardato”.

OROLOGI PREZIOSI – Eppure Bonet non nega di aver avuto rapporti molto stretti con il Carroccio e con lo stesso Belsito, sarebbe stato infatti proprio l'ex tesoriere a occuparsi di far avere ai “capoccia” della Lega i cinque Rolex dalla ghiera verde, un regalo da seimila euro (al pezzo) che il manager avrebbe fatto avere agli “amici” per ungere qualche ingranaggio. Ma, a dispetto delle sue dichiarazioni, i legami di Bonet con il mondo della politica non si fermano qui: basti pensare che l'imprenditore si sarebbe anche occupato di finanziare una campagna pubblicitaria per il Pdl sul lago di Garda. Eppure ora i suoi contatti nelle “alte sfere” l'hanno abbandonato, lasciandolo solo davanti alla giustizia.

LA FINE DI UN'ERA – La fiorente società di Bonet è solo un ricordo: i suoi 70 dipendenti sono in cassa integrazione o direttamente licenziati, la scuderia di automobili di lusso e i contatti che si spingevano fino a piazza San Pietro ormai dimenticati, il manager ora si dedica alla stesura delle sue memorie, che forse potrebbero ancora far luce su molti punti oscuri nei rapporti tra imprenditoria e politica. Accanto a lui è rimasto solo il suo storico autista, anch'esso indagato, che garantisce che la società non aveva nulla da nascondere. Eppure è lo stesso Bonet ad ammettere che il modello economico Siram e il suo impatto sugli appalti per la sanità ha interessato un'area molto vasta del Veneto, intrecciandosi con le amministrazioni locali e non solo. La verità forse emergerà solo in aula di tribunale, intanto non resta che aspettare.

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