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Il suicidio di un 33enne si colora di giallo, i fratelli: "Lo hanno ucciso"

Due giorni fa Michele Vacca è stato trovato senza vita appeso a una corda nella sua casa di Gruaro. Il magistrato aveva già autorizzato le esequie, ma i familiari chiedono un'autopsia

Il fratello viene trovato senza vita appeso a una corda nella sua abitazione di Gruaro, in via Garibaldi. Michele Vacca, 33 anni, è morto due giorni fa. Suicidio secondo i carabinieri, omicidio secondo i familiari. Che con l'aiuto dell'avvocato Gabriele Annì hanno chiesto al pubblico ministero di effettuare un'autopsia sul corpo della vittima. Per fugare ogni dubbio. I maggiori sospetti sulla dinamica di quanto accaduto li nutrono i due fratelli di Michele Vacca, Luigi e Mario.

Secondo loro la posizione in cui è stato trovato il corpo, cioè con le gambe piegate poiché lo spazio tra il cappio e il pavimento era inferiore all'altezza della vittima, indicherebbe che non si sarebbe trattato di un gesto volontario del loro congiunto. Di più: che qualcuno avrebbe simulato un suididio per coprire le sue malefatte. Oggi il magistrato deciderà se disporre l'esame autoptico o confermare il nulla osta per i funerali.


Come riporta La Nuova Venezia, la vittima era in cura in un centro specializzato contro la depressione. Non ha lasciato alcun biglietto o lettera per spiegare il suo gesto. Per uccidersi Michele Vacca avrebbe dovuto quindi piegare volontariamente le gambe per qualche minuto, in modo che il nodo scorsoio si stringesse al collo. Una dinamica possibile, certo, ma molto difficile da mettere in pratica. I militari dell'Arma, invece, sembrano convinti che non ci sia nessun mistero dietro la morte del 33enne.

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