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“Tarsu? Illegittima", Veritas non sarebbe controllata dal Comune

Secondo le indagini di uno Studio legale a difesa dei consumatori la società partecipata al 51% dovrebbe applicare riduzioni anche fino all'80% sulle imprese artigiane e commerciali

Tarsu? Illegittima. "Veritas faccia un passo indietro". A lanciare l'accusa sono due avvocati di un noto Studio legale veneziano. La loro, come precisa il Gazettino, sarebbe un'azione a tutela esclusiva del consumatore e contribuente, in collaborazione con l'associazione anti-usura Sos Italia Libera. Gli avvocati hanno voluto fare chiarezza sugli accertamenti che Veritas avrebbe eseguito: i primi successi sono arrivati nei giorni scorsi, con le prime sentenze di condanna che obbligano la società, partecipata per il 51% dal Comune, a rivedere l'importo calcolato su base annua in certe aziende.

In alcuni casi la riduzione arriverebbe anche al 70-80%. Casi che coinvolgerebbero per 2mila euro una falegnameria del centro e 6400 quello di un commerciante all'ingrosso di prodotti alimentari del Lido. Secondo le indagini degli avvocati veneziani, Veritas avrebbe calcolato metrature che non dovevano essere incluse nel servizio Rsu perché adibite ad attività artigianali e industriali, e quindi soggette alla tassazione per lo smaltimenti di rifiuti speciali. E l'accusa si fa anche più pesante: i legali spiegano che la tariffa sarebbe stata praticamente inventata fino al 2010, visto che mancava il Piano finanziario che avrebbe ne avrebbe regolamentato il calcolo. Anche nel 2011 e nel 2012 però ci sarebbero state anomalie che hanno portato a pensare che non ci sarebbe un controllo tra Comune che gestisce le tariffe e Veritas che gestisce il servizio.

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