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Grandi navi, il futuro è il progetto terminal Lido? "È l'unico sul piatto"

Secondo Duferco e DP Consulting il porto "Venis Cruise 2.0" è il solo in fase di valutazione. Ma in vista c'è anche la proposta del Vittorio Emanuele

"Venis Cruise 2.0", unico progetto rimasto all’esame della commissione di valutazione di impatto ambientale (Via): non solo, perché al ministero sono già state inviate tutte le risposte alle osservazioni contrarie, e altre "risposte puntuali" sono state fornite anche alle perplessità sollevate dall’autorità portuale di Venezia e dalla concessionaria Vtp spa (almeno finché al ministero non arriverà la "nuova" proposta targata Brugnaro - Costa, quella che prevede lo scavo del canale Vittorio Emanuele e che lascia invariato l'arrivo di tutte le navi in Marittima). Lo dichiarano Duferco e DP Consulting: "Le integrazioni, che sono consultabili da tutti nel portale web del ministero, tengono conto anche del pronunciamento del Tar, che ha di fatto portato alla decadenza del progetto Contorta-Sant’Angelo, e della decisione dei proponenti dei progetti alternativi (Marghera e avamporto galleggiante alla bocca di Lido) di non presentare l’istanza di valutazione ambientale dopo la conclusione dell’ esame di scooping".

"Il nostro è rimasto quindi l’unico progetto in valutazione da parte della commissione Via - rimarcano Duferco e DP Consulting – A distanza di oltre tre anni dall’emanazione del decreto Clini-Passera, ci sembra che questo traguardo abbia abbia un rilievo significativo, e non solo dal punto di vista progettuale. Chi continua ad avversare in modo pregiudiziale la nostra proposta dovrebbe riflettere seriamente". In particolare, spiegano i promotori del progetto, il ministero dell’Ambiente non accogliendo l’ennesima contestazione dell’autorità portuale sulla sussistenza del pubblico interesse dell’opera e mantenendo l’ istruttoria in corso ormai da quattro mesi, ha confermato che Venis Cruise 2.0 rientra negli "interventi compresi nel programma infrastrutture strategiche approvato dal Cipe nella seduta dell'1 agosto 2013", e pertanto incardinato nelle norme previste dalla Legge obiettivo.

I proponenti ribadiscono al ministero la bontà della localizzazione del nuovo terminal, che "offre le maggiori garanzie sul piano della sicurezza nelle manovre di ormeggio al nuovo pontile anche in condizioni meteo avverse (velocità delle correnti, altezza dell’onda e ventosità)". "L’attendibilità degli studi - proseguono - è stata talmente convincente da ottenere il nulla osta della capitaneria di porto di Venezia. Respinte anche le critiche sul sottodimensionamento dell’opera, in quanto la possibilità di ormeggio di 5 navi crociera - di cui 4 in funzione homeport - più le navi inferiori alle 40mila Gt che continueranno ad ormeggiare alla Marittima costituisce una capacità operativa superiore a quella attuale. Nello studio di simulazione logistica del progetto preliminare trovano risposta le osservazioni presentate sulla gestione logistica".

"Vorremmo che il ministro delle Infrastrutture attivasse un tavolo di confronto con tutti i soggetti interessati - affermano Duferco e DP Consulting - Siamo convinti che un atteggiamento finalmente costruttivo da parte di Apv, Vpt e compagnie porterà ulteriori miglioramenti alla proposta progettuale". Il trasbordo dei passeggeri dovrebbe avvenire con una motonave ecocompatibile di nuova generazione, con carena catamarano a doppio scafo che minimizza il moto ondoso, mentre il sistema diesel-elettrico consente l’attraversamento del bacino di San Marco e del canale della Giudecca a emissioni zero e con una conduzione silenziosa. L’impiego di 6 motonavi nelle giornate di picco con la capacità di trasporto di 1200 passeggeri limiterà ad una decina i movimenti Marittima-terminal di bocca di Lido e viceversa.

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