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Le esplosioni, le sirene e la paura. Bruxelles come in guerra, veneziani "barricati"

Alcuni dei veneziani presenti nella città belga hanno vissuto da vicino gli attacchi avvenuti nelle scorse ore. Molti lavorano in ambiti legati agli uffici dell'Unione Europea

Tanti i veneziani presenti a Bruxelles in queste drammatiche ore in cui l'Europa viene colpita al cuore dal terrorismo. Gli attentati di martedì mattina hanno coinvolto l'aeroporto di Zaventem e la metropolitana alla fermata Maelbeek, vicino alle sedi delle istituzioni dell'Unione Europea. Le testimonianze in arrivo dal Belgio riportano l'orrore e la paura per un attacco che ha causato, secondo le notizie trapelate finora, almeno 31 morti e più di 180 feriti.

"Ho aiutato un ferito - racconta Gianmarco Bondi, che lavora alla Commissione europea, poco dopo le esplosioni - perché passavo davanti alla metro. Ma sto bene, solo sotto schock". Il suo ufficio è a pochi metri dal punto in cui la bomba è scoppiata nella metro tra le fermate di Schuman e Maelbeek, cioè di fronte a palazzo di Berlaymont, sede della Commissione. "Stavo camminando lungo rue Joseph II, diretto all’Olaf, l'ufficio europeo antifrode. A un certo punto ho visto decine di persone insanguinate venire fuori dalle uscite della metro. Sembrava un brutto scherzo. Ho soccorso un ragazzo inglese che era disteso a terra, ho chiamato sua moglie, ho cercato di pulire le ferite perché era coperto di sangue. Poi sono arrivati i soccorsi, ma dieci minuti dopo c'è stato un altro allarme e siamo tutti scappati. Io sono fuggito verso il mio ufficio. Ero terrorizzato".

Chi era per strada o nella metro difficilmente dimenticherà ciò che è successo. Le deflagrazioni, poi il viavai delle sirene e dei mezzi di soccorso. La gente in fuga. C'era anche il leader della Lega, Matteo Salvini: si stava dirigendo all’aeroporto per rientrare a Milano, la hall dello scalo è stata colpita quando lui era quasi arrivato. Così è stato costretto a tornare indietro, al Parlamento. In una situazione simile pure Andrea Tomaello, 26 anni di Mirano, nella capitale belga per uno stage all’Europarlamento. Racconta di essere arrivato in ufficio come ogni mattina, poi nel giro di pochi minuti la notizia e la paura si sono diffuse. Poco dopo sono saltate le fermate della metro, lo scoppio nella metro è avvenuto a poche centinaia di metri da lui. Andrea ha tentato di uscire, ma al pari dei suoi colleghi è stato fatto rientrare nell'edificio dopo essere stato sottoposto a controllo. Asserragliati fino a nuovo ordine.

Fra coloro che sono rimasti bloccati a Bruxelles ci sono due giovanissimi giocatori portoghesi che erano attesi a Venezia per un provino con il Venezia Fc. Alexandre Pimenta e Francisco Pacheco, entrambi 17enni, dovevano prendere il volo per Venezia ma sono rimasti bloccati dopo aver sentito la forte esplosione. "Si sono salvati e stanno bene - conferma la società - Attendiamo di sapere quando potranno giungere in laguna".

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