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Troppo alta, non rispetta i limiti: dubbi sull'edificabilità della torre di Cardin

Si moltiplicano le perplessità in merito alla realizzazione di Palais Lumière a Marghera: supera di 101 metri il tetto massimo di sicurezza, richiesto l'intervento di deroga all'Enac

Uno sforzo ideativo e creativo non comune, ma sicuramente slegato dal territorio. Ai malumori con i quali alcuni addetti ai lavori comunali hanno accolto il disegno di Palais Lumière per mano degli architetti di Pierre Cardin, si aggiunge un ulteriore capitolo. Si tratterebbe, infatti, di un progetto pre-confezionato, non pensato per il luogo che lo dovrà ospitare. Da qui l'aut aut dettato dallo stlista: "Prendere o lasciare", nessuna modifica, nessuna perdita di tempo, se non si può fare così com’è a Venezia, lo si farà a Mosca, a Parigi o in Cina.

Ora, proprio mentre il comune di Venezia si prepara ad approvare l’Accordo di programma voluto dal governatore Zaia per realizzarla il più in fretta possibile e con procedura semplificata, si scopre che la gigantesca torre con tre ali che dovrebbe essere costruita alle porte della laguna (più precisamente a Marghera, a ridosso del cavalcaferrovia di Mestre, tra via dell’Elettricità e via Fratelli Bandiera), è troppo alta: 244 metri si legge nel progetto di costruzione affidato allo Studio di ingegneria e architettura Altieri, ovvero ben 101 metri in più rispetto al limite di sicurezza previsto per le fasce di rispetto dell’asse di volo degli aerei che atterrano all'aeroporto Marco Polo.

Un dettaglio che potrebbe comprometterne la realizzazione, vista la mancanaza di disponibilità al compromesso da parte del suo ideatore.

Per questo motivo lo studio Altieri ha presentato all’Ente nazionale per l’aviazione civile (Enac) una richiesta di "deroga alle mappe di vincolo aeroportuale", che stabilisce, per l’area in questione, una altezza massima di 145 metri, al fine di limitare gli ostacoli e i pericoli per la navigazione aerea. Nessuna torre o traliccio del Petrolchimico nella zona supera questiuì 140 metri, tuttavia i referenti dello Studio si dichiarano convinti di ottenere l'appoggio dell'Enac, il quale si è, nel frattempo, riservato la facoltà di analizzare in modo approfondito la richiesta, dandone una risposta in tempi ragionevoli.

Altri sono poi i dubbi sollevati, da più di qualcuno, circa il progetto della torre, come i problemi di compatibilità con la vicina area portuale, o l'assenza di un piano finanziario che offra una reale garanzia circa la disponibilità di quel miliardo e mezzo di euro necessario alla cotruzione. Nel contempo non è stata ancora completata la ricomposizione fondiaria dei 140 ettari che la torre e le aree ad essa annesse dovrebbero occupare, dato che non tutti i proprietari delle aree da sgomberare hanno firmato un preliminare di vendita, ma solo un’opzione di vendita condizionata.

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