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Treno guasto sul Ponte della Libertà, il traffico ferroviario finisce nel caos

Verso le 11.30 un Frecciargento avrebbe rotto i cavi dell'alta tensione, fermandosi sulla linea. Ritardi di oltre un'ora per i convogli diretti alla stazione di Santa Lucia, fatti transitare per la vecchia linea

Traffico ferroviario in tilt stamattina tra le stazioni di Venezia Mestre e Venezia Santa Lucia, tanto che alle 13 i "binari nuovi" erano ancora chiusi per permettere ai tecnici di Trenitalia di capire le cause del guasto che si è verificato stamattina alle 11.30. A un certo punto, è ancora da stabilire se ciò sia stato determinato dal convoglio o dalla linea elettrica aerea sovrastante il binario, il Frecciargento 9406 proveniente da Roma si è fermato sulla linea, pochi minuti prima di raggiungere la stazione di Venezia Santa Lucia.

Un guasto al circuito elettrico, molto probabilmente una vera e propria "rottura" dei cavi dell'alta tensione, ha costretto il capotreno a fermare il convoglio, dove si sarebbe sviluppato anche un piccolo principio d'incendio, a causa di alcune scintille. I primi rilievi della polizia ferroviaria avrebbero accertato che a causare la "reazione a catena" sarebbe stato un cavo scoperto che, tranciato dal Frecciargento, ha sbattuto sul treno, danneggiando il pantografo in testa.

Gli altri treni diretti verso Venezia sono stati dirottati sui binari secondari, causando ritardi anche superiori all'ora per tutta la mattinata. I passeggeri a bordo del Frecciargento, invece, hanno dovuto aspettare una cinquantina di minuti per raggiungere lo scalo lagunare. Un locomotore diesel è partito dalla stazione di Venezia Mestre raggiungendo poi Venezia Santa Lucia, da lì ha fatto "retromarcia" per poi agganciare il treno fermo sulla linea e convogliarlo fino a destinazione.

 

Decine di pendolari spazientiti di un Regionale bloccato in attesa sui binari, a causa della mancanza di energia elettrica e soprattutto di aria condizionata, hanno deciso di scendere dai vagoni e raggiungere il capoluogo lagunare a piedi. Si sarebbe anche registrata una crisi di claustrofobia da parte di una donna. Anche la cantante Ornella Vanoni è rimasta "vittima" della situazione.

 

Molto rallentata anche la circolazione stradale. Tutti i binari sul Ponte della Libertà sono stati riaperti solo alle 13.30, ma nonostante ciò la situazione faticherebbe a tornare alla normalità. Quanto accaduto avrebbe causato problemi anche a dei cavi a fibra ottica "responsabili" degli annunci automatici e dei tabelloni luminosi in stazione, che per ore non avrebbero funzionato. Il problema sarebbe stato risolto solo nel pomeriggio, lasciando quindi passeggeri e pendolari all'oscuro di tutto per molto tempo. Le comunicazioni in stazione, infatti, avvenivano solo attraverso telefoni cellulari.

 

L'ASSESSORE CHISSO: "ORA BASTA" - "Ora basta. Trenitalia deve voltare pagina. Nel terzo mondo è meglio". Lo afferma l'assessore alla Mobilità della Regione Veneto, Renato Chisso, per i disagi lungo la linea ferroviaria tra Venezia e Mestre. "Per tutto il pomeriggio ho ricevuto proteste e lamentele di ogni tipo e le sto ricevendo anche ora - rileva Chisso -: passeggeri che dicono di essere abbandonati a sé stessi, senza comunicazioni e senza informazioni sensate ma solo contraddittorie, mentre parecchi viaggiatori hanno raggiunto la destinazione a piedi scendendo dai treni fermi sul ponte translagunare".

"Ho telefonato ai responsabili di Trenitalia e sono stato rassicurato, che le informazioni venivano date e la situazione era sotto controllo - rileva Chisso -. Una valanga di chiamate e di contatti anche in web mi ha detto il contrario. Da ultimo ho sentito un appello accorato utenti della linea per Treviso-Udine, che mi chiedevano di intervenire perché non sapevano più a chi rivolgersi nella stazione di Venezia e i pochi treni in partenza andavano a Roma o a Milano. Non mio interessa sapere di chi sono le responsabilità - conclude Chisso - ma se e quali rimedi sono stati concretamente adottati".

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