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Calci e pugni all'auto della polizia, poi orina nell'abitacolo: tunisino torna in manette

Pluripregiudicato 30enne, doveva essere trasferito al Cie di Torino per l'espatrio, ma i tentativi della polizia sono stati vani. Venerdì la direttissina: 8 mesi di reclusione

In carcere a Santa Maria Maggiore per reati inerenti lo spaccio di stupefacenti, doveva essere condotto al centro per il rimpatrio di Torino, quando ha cominciato a dare in escandescenze, mettendo in difficoltà gli agenti di polizia che avevano il compito di condurlo fino in Piemonte. La giornata di giovedì si è conclusa nuovamente con le manette ai polsi per S.Y., 30enne di nazionalità tunisina, per il reato di resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato.

Pugni, calci e orina nell'abitacolo

Il viaggio per il centro di rimpatrio non era partito nel miglior dei modi, con il pluripregiudicato che ha finto un malore pur di ritardare la partenza del viaggio. Gli agenti hanno quindi dovuto condurre l'uomo al pronto soccorso dell'Angelo, dove i sanitari del presidio ospedaliero mestrino hanno ravvisato delle condizioni di salute ottime per affrontare il lungo viaggio. A quel punto i poliziotti hanno ripreso il viaggio alla volta della città della Mole, ma la situazione non è cambiata, semmai è peggiorata. Giunti al casello di Villabona, e quindi pochi chilometri dopo la partenza, il tunisino ha cominciato ad agitarsi, dimenandosi all'interno dell'abitacolo, dando veementi calci e pugni ai finestrini laterali dell'automobile nonché al divisorio in plexiglass, ferendosi le mani a sangue. Non contento dello show, il 30enne prima ha orinato all'interno del mezzo, poi ha cercato di sfondare uno dei finestrini con un pezzo di plastica, in un estremo tentativo di darsi alla fuga.

L'arresto: 8 mesi di reclusione

A nulla sono valsi i ripetuti tentativi degli agenti di calmare il pregiudicato, ecco perché nella consapevolezza dei rischi che l'uomo avrebbe potuto procurare per la propria incolumità, hanno richiesto l'ausilio dalla questura di Padova, che ha prontamente inviato sul posto una volante e una pattuglia della polizia stradale. Gli equipaggi hanno atteso l'auto della polizia al casello di Padova Ovest, dove è stato possibile aprire la porta posteriore dell'auto e immobilizzare con le manette di sicurezza l'esagitato. Nonostante ciò, il 30enne ha continuato ad essere una spina nel fianco per la polizia, a tal punto da indurre la sala operativa a far rientrare i propri uomini. Il tunisino è stato invece nuovamente arrestato per il reato di resistenza apubblico ufficiale e danneggiamenti aggravato, condannato a 8 mesi di reclusione dopo il processo per direttissima di venerdì mattina.

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