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L'Ulss 12 presenta il bilancio 2015: resta il problema dei codici bianchi

Commenta Dal Ben: "l'obiettivo è cercare una nuova sanità territoriale, strutture alternative al Pronto Soccorso a cui si rivolgano gli utenti"

"Rallenta la crescita degli utenti al Pronto Soccorso - dice il Direttore Generale dell'Ulss 12 Giuseppe Dal Ben - ma non ci basta: un Pronto Soccorso con meno accessi e con tempi di attesa ridotti resta uno dei nostri obiettivi prioritari".


Il Direttore Dal Ben ha voluto commentare i dati sugli accessi proprio all'inizio del nuovo anno: "Nel 2015 abbiamo avuto al Pronto Soccorso dell'Angelo 87.559 accessi complessivi, circa un migliaio in più rispetto allo scorso anno. E' un buon segno: siamo di fronte ad un assestamento, e non ad una nuova impennata come quelle registrate in passato. Ma resta il problema dei 'codici bianchi', che invece continuano a crescere in modo significativo: Nel 2015 sono stati 48.443, molti in più rispetto ai 44.750 del 2014. E' evidente: la risposta ai Pronto Soccorso troppo affollati passa soprattutto attraverso la costruzione di una nuova sanità territoriale, in cui gli utenti riconoscano nelle strutture sul territorio dei punti di riferimento chiari, riconoscibili, e si rivolgano a questi nuove strutture, invece che recarsi al Pronto Soccorso". 

Nell'Ulss 12, ha aggiunto il Direttore Dal Ben, la nuova Sede Distrettuale di Favaro è un esempio importante: "Con i suoi servizi - ha sottolineato - è un punto di riferimento nuovo ma già chiaramente riconosciuto per gli utenti di tutta l'area di Mestre Nord".  
In questo sforzo per costruire una solida sanità territoriale, ha aggiunto Dal Ben, è fondamentale la collaborazione dei Medici di Medicina Generale, dei Pediatri di Libera Scelta e della "guardia medica": "Anche questi professionisti, aggregandosi come stanno facendo nelle Medicine di Gruppo Integrate, possono diventare punti sanitari concreti e visibili, funzionanti sulle 24 ore, che diano una risposta ai cittadini con patologie non gravi. E' solo se trova questi altri riferimenti vicini a casa che l'utente non si rivolge al Pronto Soccorso, dove rischia di diventare uno dei tanti codici bianchi in attesa".

"Poi resta l'impegno all'accoglienza piena di ci accede al Pronto Soccorso, come di chi accede all'Ospedale - ha concluso Dal Ben -. Ma la riduzione degli accessi impropri e dei 'codici bianchi' deve e può affiancarsi e sostenere il nostro sforzo per offrire un luogo e un servizio di eccellenza, che di risposte comunque in tempi rapidi, puntando alle 4 ore massime di attesa". 
 

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