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Un intero paese in festa per l'unione tra Gino e Lorenzo: "Il vostro affetto è la cosa più bella"

Sabato al municipio di Spinea in scena la tanto attesa celebrazione del "matrimonio" tra i due, fissata dopo l'approvazione della legge Cirinnà. Coccarde arcobaleno, sorrisi e gioia

Sembra il lieto finale di una fiaba, con tanto di carrozza trainata da cavalli e, sopra, gli sposi che vivranno "per sempre felici e contenti". Invece è realtà: è avvenuto a Spinea la mattina di sabato 3 settembre, una data da ricordare. Perché l'unione civile tra Gino Tagliapietra (64 anni) e Lorenzo Bagato (70), pur non essendo la prima in assoluto in Veneto (pochi giorni fa ce n'è stata una a Mira tra due donne), è di certo una delle più attese: i due sono insieme da oltre 40 anni, e sicuramente sono tra i più felici dopo l'approvazione della legge Cirinnà che ha consentito loro di convolare a "nozze".

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Una felicità che ha contagiato l'intera città: tantissime le persone presenti sia all'interno che all'esterno del municipio, e alla festa non manca proprio nulla. Il fatidico "sì" è seguito dalla sfilata in carrozza degli sposi, impeccabili negli abiti da cerimonia. A fare da contorno ci sono gli applausi, i complimenti, le coccarde (rigorosamente color arcobaleno) e i sorrisi di amici e conoscenti. La gioia di Gino e Lorenzo si legge sui loro volti e nelle loro parole: "Il vostro affetto è la cosa più bella - dicono, rivolti alla folla - E noi invitiamo tutte le coppie a seguire il nostro esempio". Poi via con i festeggiamenti, previsti al Castello di Stigliano: "Tutti invitati, perché vi vogliamo bene", ha dichiarato Lorenzo.

Poco prima la celebrazione dell'unione civile all'interno del Municipio. A officiare due assessori, che hanno portato il saluto del sindaco Luciano Checchin e dell'intera amministrazione: "Siete due cari amici che risiedono da tempo nella nostra città  - ha dichiarato l'assessore alle Pari opportunità, Loredana Mainardi, al fianco dell'assessore alla Viabilità, Gianpier Chinellato - Questo è un momento di libertà, uguaglianza e amore. La legge non è come la volevamo, però ci permette di essere qui oggi. A celebrare questa unione. Un'unione che dura da 41 anni, accolta ormai da tempo dalla nostra gente. Perché il legislatore spesso arriva in ritardo. Di Gino e Lorenzo noi ammiriamo il coraggio di rivelarsi per quello che sono, ossia due persone che si amano. Hanno dimostrato tenacia e orgoglio. Ci auguriamo che queste unioni diventino la normalità, come normali sono le persone che si amano".

Gino e Lorenzo, da par loro, non riuscivano forse ancora a rendersi conto dell'importanza del momento: "L'aspettavamo giorno dopo giorno - ha commentato Gino - Ora non mi sembra vero. L'affetto della gente non me l'aspettavo. Non ho parole. Diverse volte abbiamo avuto momenti di sconforto. Come tutte le coppie abbiamo condiviso il bene e il male. Però ci siamo sempre voluti bene, dal primo giorno che ci siamo conosciuti. Ci è voluto tempo per vincere questa battaglia, perché in Italia siamo bigotti, e la Chiesa è un freno. A Spinea vive gente meravigliosa: non abbiamo mai ricevuto uno sgarbo o una parola fuori posto. E' il primo paese che ha accolto i profughi. Qui la gente ha mentalità aperta a tutti e a tutto".

Il loro vuole essere un esempio per il futuro: "E' un sogno che dopo 41 anni si è avverato - conclude Lorenzo - Siamo contenti, auguriamo a tutti di avere la felicità che abbiamo avuto noi in questo giorno e tutti si devono fare forza perché oggi c'è una legge a favore delle coppie gay. Sentiamo tanto affetto, la gente ci vuole bene. Ci sentiamo amati". E allora, come da tradizione veneziana: "Viva i sposi!"

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