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Cronaca

Veneto, la zona arancione a fine mese è solo un miraggio: i numeri sono ancora da rosso

Rt sceso da 1,28 a 1,25. Come riferito da Zaia, però, cresce l'incidenza: 245 ogni 100mila abitanti (con 250 o più si rimane automaticamente nella fascia di rischio più elevato)

L'Rt in Veneto è sceso, passando da 1,28 della scorsa settimana a 1,25. Un timido calo, che deve essere confrontato anche con la crescita importante dell'incidenza, passata a 245 casi ogni 100mila abitanti in Veneto. Questo significa che se anche l'Rt dovesse scendere ancora e arrivare a valori che permetterebbero la "promozione" a una fascia di rischio con meno restrizioni (sotto 1,25), per poter passare in zona arancione alla fine di marzo (il 29) bisognerà sperare che l'incidenza cali (con valore pari o superiore a 250, infatti, il Dpcm impone la zona rossa automatica). Sono questi i dati che il governatore Luca Zaia ha riferito oggi in conferenza stampa dalla sede della protezione civile di Marghera. Se valutati a freddo, i numeri fanno capire che forse, per rientrare in parametri di sicurezza, per il Veneto non basteranno i prossimi sette giorni.

I medici cominciano a vaccinare nel Veneziano

L'argomento caldo è sempre quello che riguarda i vaccini. Se dopo l'ok di Ema (Agenzia europea per i medicinali) allo sblocco dell'utilizzo di AstraZeneca si riprenderà a somministrare il siero anglo-svedese, come specificato dall'assessore regionale alla Sanità Manuela Lanzarin, già a partire da domani qualche medico di base comincerà a vaccinare in provincia di Venezia, in virtù degli accordi chiusi la scorsa settimana con i sindacati di categoria.

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