Gli squeri in una campana di vetro, a breve il vincolo ministeriale

La discriminante per la tutela non sarà l'età dei cantieri, quanto piuttosto i metodi utilizzati per la costruzione delle gondole veneziane

Gli squeri veneziani finiscono sotto il vincolo del ministero dei Beni Culturali: mentre il sindaco combatte la sua battaglia per la giurisdizione sulle acque lagunari, dalla Direzione Regionale dei Beni Culturali del Veneto arriva una novità non da poco che, come riporta la Nuova Venezia, mira a proteggere le attività tradizionali della città.

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VINCOLO MINISTERIALE – La nuova norma si basa sull'articolo 52 del Codice dei Beni Culturali che permette di indicare “i locali, a chiunque appartenenti, nei quali si svolgono attività di artigianato tradizionale e altre attività commerciali tradizionali, riconosciute quali espressione dell’identità culturale collettiva, al fine di assicurarne forme di promozione e salvaguardia”. In pratica la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Venezia e laguna e quella per il polo museale veneziano individueranno squeri e squerarioli che, poiché esercitano le antiche e tradizionali attività di costruzione gondole, saranno “cristallizzati” e messi sotto la campana di vetro dello Stato: i luoghi fisici dovranno quindi restare inalterati e in questa maniera si conta di tutelare anche le attività stesse. Curiosamente, il vincolo può arrivare anche per un capannone di pochi anni fa: l'importante è che all'interno si lavori con i metodi tradizionali. È insomma il luogo di lavoro a venire “vincolato”, ma è l'attività che vuole essere tutelata.

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