Cronaca

Donne e violenza: nasce il percorso rosa per la presa in carico. "Decine le richieste di aiuto"

Un accordo approvato in questi giorni dall'Ulss4 Veneto orientale prevede un approccio integrato delle varie strutture nel prestare cure mediche e sostegno sociale e psicologico alle vittime

Decine le donne che si rivolgono ogni anno, anche nel nostro territorio, ai consultori famigliari in cerca di aiuto, cure e supporto contro le violenze subite. L'Ulss4 ha siglato in questi giorni un accordo per semplificare la vita a chi arriva nei servizi ospedalieri e territoriali, che prevede l’avvio di un “percorso rosa” per le vittime di violenza domestica o di genere.

Il documento, di estrema attualità in ragione dei sempre più frequenti fatti di cronaca, introduce l’approccio coordinato e integrato delle varie strutture e dei servizi aziendali, allo scopo di assicurare la migliore ed efficace presa in carico delle situazioni riguardanti questo triste fenomeno.
Il protocollo, più nel dettaglio, definisce il processo di accoglienza, di presa in carico e di attivazione della rete territoriale di supporto alla vittima, permette di prestare immediate cure mediche e il sostegno sociale e psicologico per chi subisce violenza, sempre nel rispetto della riservatezza. In tal modo tutti i servizi dell’azienda possono accogliere e gestire i casi di violenza domestica o di genere con un approccio predefinito.

"Il personale dei servizi aziendali può così disporre di linee di comportamento chiare e uniformi , a risposta immediata – spiega il direttore dei servizi Socio Sanitari,  Mauro Filippi – . In genere la procedura viene attivata dal pronto soccorso dell’ospedale ove giunge la persona vittima di violenza, mentre ai servizi del consultorio spetta il compito di delineare un percorso di uscita dalla spirale della violenza e, altrettanto importante, capire se nella situazione di violenza siano coinvolti anche minori".

Alle vittime di violenza verranno fornite inoltre tutte le informazioni relative alle strutture pubbliche e private del territorio (comuni, forze dell’ordine, associazioni, ecc..) coinvolte sinergicamente nella prevenzione, nel  contrasto del fenomeno e nel supporto alle vittime di violenza.
"Questo protocollo - aggiunge il direttore generale, Carlo Bramezza – dovrà diventare uno strumento di riferimento per i professionisti, perché il percorso di aiuto a una persona che subisce violenza può essere lungo e difficile. Basti pensare che anche il solo “ammettere il problema” e realizzare che non può essere risolto da solo, produce nelle vittime di violenza dolore e sofferenza".

Ogni anno le donne vittime di violenza di genere che si risolvono al Consultorio dell’azienda Ulss4 oscillano tra le 20 e le 30 unità. Lo stesso consultorio sta predisponendo anche una serie di  incontri formativi rivolti al personale sanitario e sociale coinvolto nella gestione dei casi di violenza inseriti nel “percorso rosa”, con lo scopo di approfondire gli aspetti normativi e le modalità di approccio relazionale ed assistenziale che risultano più efficaci.
 
 

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