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Vaccini, Zaia: «Con 27 milioni di dosi non ci si può girare dall'altra parte». Verifiche sui lotti

Il governatore ha spiegato nel corso del punto stampa di oggi che sono in corso interlocuzioni tra il direttore della Sanità veneta Flor e il commissario Domenico Arcuri

L'obiettivo mai nascosto è quello di garantire a tutti i veneti il vaccino anti covid (o quanto meno a quelli che vorranno farlo). Il sogno di un Veneto "covid free" è stato ribadito dal presidente della Regione Luca Zaia anche oggi nel corso del punto stampa dalla sede della protezione civile di Marghera, che ha anche aggiunto come le  trattative per l'acquisto autonomo dei vaccini stiano continuando. «Ieri ne ho parlato al telefono con il commissario Arcuri: - ha detto - ho spiegato che ci eravamo rivolti ad Aifa che a sua volta ci ha dirottato su di lui». Il governatore ha quindi confermato che c'è stata un'interlocuzione tra lo stesso Arcuri e il direttore della Sanità del veneto Luciano Flor, che ha richiesto il numero dei lotti e delle matricole per effettuare i controlli del caso.

«Qualora ci fosse confermata la fornitura per 27 milioni di dosi, il Paese non può girarsi dall'altra parte. - ha detto il presidente - Flor sta facendo una verifica formale sui lotti, ma questo non è fare politica: abbiamo 4 milioni di veneti che potrebbero chiedere di essere vaccinati, (gli under 16 sono esclusi, ndr) ed è solo questo ciò che ora conta».

Al momento gli Stati membri dell'Unione europea hanno un vincolo contrattuale di non comprare fuori dall'ombrello europeo, ma non le Regioni. «Loro sono legate all'autorizzazione nazionale - ha sottolineato Zaia - e per questo abbiamo chiesto l'autorizzazione ad Aifa». Una strada potrebbe vedere le Regioni far fronte comune nell'acquisto delle dosi di vaccino trovate dal Veneto, o potrebbe esser la Regione stessa ad acquistarle e poi distribuirle, tenendosi  quelle necessarie per soddisfare il fabbisogno interno. Comunque difficilmente quantificabile allo stato attuale. È indispensabile anche trovare un equilibrio con la capacità vaccinale, perché c'è una questione di tempi: «Sarebbe assurdo - ha aggiunto il governatore - lasciare in magazzino milioni di dosi».

Secondo alcune indiscrezioni di stampa circolate nelle ultime ore, il commissario Domenico Arcuri avrebbe detto che le eventuali dosi di vaccino acquistate da una Regione saranno scalato dal computo della fornitura nazionale e ridistribuite. In merito, Zaia ha spiegato: «Se io compro cinque milioni di dosi e mi arrivano domani mattina, - ha detto - e Roma mi scala cinque milioni di dosi che mi avrebbero dato fra sei-sette mesi, comunque ci ho guadagnato. Il fattore tempo è fondamentale, ma perché non dormano sonni tranquilli aggiungo una cosa: coi schei devono pagare loro i vaccini. Questo sistemino funziona se pagano loro i vaccini, che non pensino di toglierci i vaccini e farceli anche pagare». In merito al prezzo dei vaccini proposti, invece, Zaia ha assicurato che è in linea con quello di mercato, in alcuni casi anche lievemente inferiore. La rassicurazione è che il Veneto non ha alcuna intenzione di stra-pagare i vaccini.

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