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La Regione "stringe" Porto Marghera, ricalcolata l'area di interesse nazionale

L'assessore alla Legge speciale per Venezia Renato Chisso ha sottoposto le nuove mappe al ministro dell'Ambiente Clini: "In questo modo ci saranno procedure burocratiche più veloci"

In occasione della visita a palazzo Balbi del ministro dell'Ambiente Corrado Clini, l’assessore alla Legge speciale per Venezia Renato Chisso gli ha consegnato il testo della delibera approvata ieri dalla Giunta regionale che propone la riperimetrazione del Sito di Interesse Nazionale di Porto Marghera e zone limitrofe. Dopo che la deliberà sarà formalmente inviata al ministero dell’Ambiente, questo convocherà una Conferenza di servizi per valutare in forma definitiva la proposta regionale, che verrà infine “tradotta” in un decreto ministeriale.

"La “vecchia” delimitazione, nella sua attuale configurazione – ha ricordato l’assessore – era stato definito nel 2000, in un contesto di conoscenze ambientali completamente diverso da quello oggi esistente. Abbiamo invece constatato che la sua estensione di allora e la sua complessità dovuta alla presenza di variegate attività produttive, di servizi, commerciali verdi e di aree residenziali, di fatto ricomprende ora aree che non hanno le caratteristiche previste dalla normativa i SIN".

Nel percorso di riperimetrazione – ha sottolineato l’assessore – la Regione non ha voluto procedere da sola, ma ha coinvolto la Provincia e il Comune di Venezia, il Magistrato alle Acque, l’Autorità Portuale e l’Agenzia Regionale per la Protezione e Prevenzione Ambientale, sentita anche l’Autorità di Bacino dei fiumi Isonzo, Tagliamento, Livenza, Piave, Brenta – Bacchiglione, condividendo con loro la proposta di nuova delimitazione. Il nuovo perimetro del SIN sarà quindi circoscritto alle sole aree industriali, con l’esclusione delle aree agricole, residenziali, verdi e commerciali. E’ inoltre prevista l’esclusione dal SIN delle zone lagunari e dei canali portuali.

Questa iniziativa – ha spiegato ancora l’assessore – consentirà diversi vantaggi. Anzitutto i procedimenti di indagine e di eventuale risanamento ambientale saranno ricondotti alla competenza della Regione, con la conseguente accelerazione dell’iter amministrativo che garantirà un più rapido riutilizzo delle aree in condizioni di sicurezza. Permetterà inoltre di concentrare e ottimizzare gli sforzi degli Enti nelle aree maggiormente compromesse da un punto di vista ambientale, favorendo, anche in questo caso, il rilancio delle aree e la loro restituzione ad usi produttivi: Consentirà poi di procedere allo scavo dei canali portuali con procedure gestite in ambito locale. Infine, le aree lagunari, dopo rigorosi controlli ambientali, potranno essere utilizzate per la pesca, a seguito delle decisioni assunte dagli Enti locali competenti.

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