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La siccità mette in crisi l'agricoltura: "Chiederemo lo stato di calamità"

La carenza d'acqua estiva sta colpendo soprattutto le coltivazioni di mais e soia. Sarebbero 5mila 700 le aziende in ginocchio. Le associazioni di settore chiedono aiuto alle istituzioni

La mancanza di piogge durante l’inverno scorso e la siccità di quest’ultimo mese stanno mettendo in ginocchio le aziende agricole del veneziano. La Coldiretti lancia l'allarme. Il problema riguarderebbe in particolare gli agricoltori che coltivano seminativo: mais, barbabietola da zucchero, soia, la cui produzione per quest’anno è già irrimediabilmente compromessa. Le piantine sono in sofferenza idrica per cui se la pianta non si secca, la crescita è lentissima o quasi nulla.

Secondo la Coldiretti sarebbero circa 5mila 700 le aziende agricole che puntano su questi prodotti per un totale di 27mila ettari coltivati a seminativo nella provincia, molti comuni nel Cavarzerano, Riviera del Brenta, Miranese, San Donà e Portogruaro. Si tratta di ditte che non hanno la possibilità di irrigare perché lontano da canali e scoli d’acqua, che stanno vedendo sfumare il raccolto di un anno di lavoro, in alcuni casi con una perdita del 60% della produzione.

"Se la cavano un po’ meglio  le aziende che possono attuare l’irrigazione di soccorso, ovviamente con notevoli costi dovuti agli impianti irrigui e al prezzo del gasolio agricolo", spiega la Coldiretti. Rimedio che non  è possibile attuare in tutte le zone. Bisogna infatti fare i conti anche con il problema del cuneo salino, in particolare nel Cavarzerano nei fiumi Adige e Gorzone e nella zona del Tagliamento. Non solo, in comuni come Mira e Santa Maria di Sala ci sono delle ordinanze che vietano l'utilizzo dell’acqua in alcuni canali per la presenza di salmonella.


"Coldiretti Venezia con le amministrazioni locali si sta già attivando per aiutare i coltivatori disagiati richiedendo lo stato di calamità naturale per poi accedere al fondo di solidarietà nazionale - conclude l'associazione -  Prima di allora bisognerebbe che la Regione attualizzasse le tabelle delle produzioni ovvero i valori medi per singola coltura. Tabelle che vengono prese a riferimento per le varie stime in caso di calamità naturali; tali valori però si rifanno agli anni ‘70, quando il rendimento delle produzioni per ettaro erano sicuramente più basse rispetto a oggi quando tecniche agronomiche e la tecnologia consentono, per fortuna, risultati migliori".

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