Finanza, un anno e mezzo in trincea: stanati 1087 evasori, appalti "truccati" per 80 milioni

Lunedì si è celebrato a Venezia il 244. anniversario del Corpo della guardia di finanza. L'occasione per fare il punto sull'ultimo anno e mezzo di attività della fiamme gialle

La guardia di finanza compie 244 anni. Giornata di celebrazioni a Venezia, alla caserma Mocenigo della Giudecca, per festeggiare l'anniversario del Corpo, ma anche occasione per fare il punto sull'intensa attività svolta dall'inizio del 2017 ad oggi. Un anno e mezzo volto, come di consueto, alla lotta all'evasione, all'elusione e alle frodi fiscali. I dati che fanno più notizia sono i 1087 evasori stanati, le frodi ai danni dello Stato per oltre 215 milioni di euro e gli appalti "truccati" che hanno toccato quota 80 milioni. Sul campo del contrasto dei traffici illeciti, invece, 173 sono i narcotrafficanti finiti in manette, per un totale di 766,3 chili di sostanza sequestrata.

Frodi fiscali

Interventi sempre più mirati sono stati quelli per contrastare le frodi fiscali: 5.771 in tutto, tra verifiche e controlli, avviati nei confronti delle persone e delle imprese considerate maggiormente a rischio di evasione fiscale. In tutto sono stati 1.298 i reati fiscali denunciati in un anno e mezzo di attività. Il 64% di questi rappresentati da emissione di fatture false, dichiarazione fraudolenta, occultamento di documentazione contabile. In manette sono finiti in 17. Sono invece 1.087 le persone del tutto sconosciute al fisco (evasori totali). In particolare sono stati scoperti 50 grandi evasori: tutti insieme, in un anno e mezzo, hanno sottratto allo Stato circa 40 milioni di euro (in media, quasi 1 milione ciascuno). Nella categoria dei grandi evasori non rientra soltanto chi si avvale delle fatture false, ma ci sono anche quelli delle frodi "carosello", quelli che costituiscono crediti Iva fittizi o che ottengono indebite compensazioni di imposte e contributi: sono 203 i casi di società "cartiere" o "fantasma".

Lavoratori in nero

Nello stesso periodo sono stati verbalizzati 522 datori di lavoro per aver impiegato 3.554 lavoratori in “nero” o irregolari. Nel settore delle accise, i 490 interventi conclusi dalle fiamme gialle hanno portato al sequestro di oltre 13.859 tonnellate di prodotti energetici oggetto di frode. A questi si aggiunge un consumato in frode pari a 3.800 tonnellate. Nel comparto del gioco e delle scommesse, eseguiti oltre 300 controlli e concluse 10 indagini di polizia giudiziaria.

Corruzione

Altra fenomenologia illecita contro cui, dopo l’evasione, il Corpo riversa le proprie migliori risorse, è la corruzione, campo nel quale, sempre nell’ultimo anno e mezzo, sono state denunciate, per reati in materia di appalti e altri delitti contro la pubblica amministrazione, 200 persone, il 15% delle quali è finito in manette (31). Anche i sequestri eseguiti per circa 22,5 milioni di euro in tutto il comparto della tutela della spesa pubblica danno il senso dell’efficacia delle misure intraprese se si pensa che 21 milioni sono i sequestri nel solo settore dei danni erariali da responsabilità amministrative e del contrasto alla corruzione. Il valore degli appalti in cui sono state riscontrate irregolarità è di 79 milioni di euro su un totale di gare sottoposte a controllo pari ad oltre 154,4 milioni di euro: il che si traduce nel 51% di irregolarità nell’aggiudicazione delle gare oggetto di indagine. Ma la corruzione è solo la punta dell’iceberg di un insieme di inefficienze e sprechi di risorse di cui si rendono colpevoli persone che, operando nel pubblico, procurano danni all’erario: nell’ultimo anno e mezzo le fiamme gialle ne hanno individuate 223, responsabili di un danno erariale per oltre 215 milioni di euro.

Sanità e assistenza

Le frodi scoperte a danno del bilancio nazionale e comunitario sono state pari a 3,5 milioni di euro, mentre si attestano a 1,3 milioni quelle nel settore della spesa previdenziale e sanitaria. I soggetti nel complesso denunciati sono stati 519, con l’esecuzione di 2.050 interventi a tutela dei principali flussi di spesa pubblica. Proseguendo in ambito sanitario, ci sono poi i furbetti del ticket, settore nel quale i controlli, effettuati in modo mirato, attraverso una preventiva analisi e selezione delle posizioni da verificare, hanno consentito di individuare irregolarità nel 84% dei casi. Altro settore particolarmente a rischio è quello delle assistenze domiciliari, dei pasti a domicilio, degli assegni per il nucleo familiare e di quelli di maternità, degli assegni per le mense scolastiche, delle borse di studio: insomma di tutti quegli aiuti economici e servizi sociali di assistenza spettanti ai cittadini che versano in particolari e delicate condizioni economiche e sociali. Il 30% dei controlli svolti ha evidenziato irregolarità.

Mafia, riciclaggio e antiterrorismo

Le indagini patrimoniali contro le mafie hanno portato alla confisca di beni e valori per 7,1 milioni di euro. Ulteriori 16,8 milioni sono stati, inoltre, sequestrati, mentre le richieste di sequestro in corso ammontano a 51,6 milioni di euro. Il denaro illecitamente accumulato dalle mafie, dagli evasori seriali, dai corrotti e corruttori e dagli altri criminali, per poter essere lavato della sua provenienza sporca, deve essere riciclato in attività o in investimenti apparentemente puliti. Ecco che seguire i flussi finanziari diventa fondamentale in ogni tipologia di contrasto agli illeciti. Il valore del riciclaggio accertato dalla guardia di finanza nell’ultimo anno e mezzo si è attestato attorno ai 52,2 milioni di euro. Un fiume di soldi intercettato grazie alle 113 indagini di polizia giudiziaria avviate, da cui sono “scattate” denunce per riciclaggio e autoriciclaggio nei confronti di 226 persone (di queste 8 agli arresti). I sequestri effettuati su ordine della Magistratura ammontano a 27,1 milioni di euro.

Il mercato del falso

Anche la contraffazione fa male al Paese, perché danneggia il made in Italy, svilendo il prestigio del marchio italiano nel mondo. Rientrano negli oltre 15,2 milioni di articoli sequestrati dalle fiamme gialle nell’ultimo anno e mezzo quelli propriamente contraffatti o con falsa indicazione del made in Italy, quelli non sicuri e i prodotti alimentari recanti marchi industriali falsificati o indicazioni non veritiere circa l’origine e la qualità. In questo settore, i reparti operativi del Corpo hanno eseguito 1.039 interventi, svolgendo più di 293 deleghe dell’Autorità giudiziaria.

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"Siamo una squadra unita e compatta"

"Malgrado i rischi e gli alti e bassi della nostra attività, sentiamo di far parte di una squadra compatta e unita, in cui il rispetto e la stima reciproca sono valori fondamentali per la sicurezza del nostro Paese - lo ha affermato il comandante interregionale dell'Italia nord-orientale, Giuseppe Vicanolo - La ragione di vita dei finanzieri - ha proseguito - è tutelare gli interessi delle persone e delle imprese oneste. Noi siamo consapevoli del nostro ruolo in questo momento storico e in questa realtà territoriale. Come ha detto il ministro l'economia è in ripresa, ma restano alte pressione finanziaria ed evasione, in un momento in cui occorre innalzare il potenziale di crescita del Paese. Dobbiamo quindi lavorare di più e meglio. E se tutto questo vale a livello nazionale, a maggior ragione vale per il Veneto e l'area del Triveneto più vasta. Lombardia, Emilia Romagna e Veneto sono infatti il nuovo triangolo, che ha sostituito al centro dell'economia italiana il tradizionale Milano-Torino-Genova e noi siamo a fianco delle imprese impegnate in questo processo di sviluppo". 

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