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L'autostrada del mare contrastata da Legambiente

L'associazione preoccupata per l'impatto ambientale: «Si rischia l'ulteriore erosione della costa». Zaia: «Arteria che risolve l'accessibilità al litorale e favorisce l’industria turistica»

Continua la querelle dell’autostrada del mare, da Meolo alla rotonda Frova di Jesolo. «Si vuole cedere un’infrastruttura pubblica a un privato - commenta Legambiente, circolo Veneto orientale - Uno schema che si ripete, sul modello dei project dei vari ospedali veneti e della pedemontana. Le proposte alternative sull'asse viario, che esistono, non sembrano soddisfare gli interessi di chi vuole qualche chilometro in più di asfalto», tuona l'associazione ambientalista. La scorsa settimana la Regione ha nuovamente annunciato il via libera alla gara per l'aggiudicazione dei lavori. Il project financing, per il collegamento di 20 chilometri, è stato autorizzato dal Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) a fine giugno di quest'anno ed è in Gazzetta ufficiale. La via del mare collegherà l’autostrada A4 a Jesolo, Cavallino e al litorale di Treporti: zone prese d'assalto durante l'estate, quando la viabilità esistente è insufficiente e pericolosa per il tasso di incidenti. Nel 2012 sempre il Cipe aveva approvato il progetto preliminare, ma la procedura si era interrotta.

«Quello che più ci preoccupa di questa vicenda è la miopia dei decisori - continua Legambiente -. Con un sistema che ha mostrato tutti i limiti del modello che agevola il privato a discapito del pubblico, in piena crisi climatica e con l’erosione della costa sempre più fuori controllo, l’unica cosa che vogliono fare è contribuire ad aggravare tutto questo. Se non invertiamo la rotta con scelte volte a fermare il consumo di suolo, a contenere le emissioni di carbonio, ritornando a vivere in equilibrio tra risorse disponibili e consumi, non servirà una nuova autostrada per andare al mare: perché non ci sarà più la costa che conosciamo». Per il presidente della Regione Luca Zaia, «si tratta di un passo importante per sbloccare un dossier che era fermo da anni per un'arteria fondamentale per risolvere i problemi di accessibilità al litorale. Anche nell’ottica di uno sviluppo dell’industria turistica».

«Dare certezze sui tempi e sulla sostenibilità delle opere - avevano commentato la vice capogruppo regionale del Partito Democratico Francesca Zottis, il consigliere regionale del Pd Bruno Pigozzo e il senatore dem Andrea Ferrazzi, dopo l’approvazione dello schema il 25 giugno scorso -. Rimangono scoperti i nodi di entrata a Jesolo e il tratto Jesolo Cavallino. Si tratta di un territorio strategico ed è corretto ragionare sulle diverse direttrici e quindi sui flussi che provengono dal Veneziano, dal Trevigiano e dal Friuli».

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