Cronaca

Comprare il biglietto del bus Actv? "Impossibile, si viaggia senza"

L'odissea degli utenti che in un giorno festivo hanno cercato di acquistare il titolo di viaggio. Ma proprio non c'è stato verso. L'autista: "Viaggiate senza"

"Aiutateci a pagarvi". Sembra un’assurdità, e invece è più o meno questo l'appello che i viaggiatori rivolgono ad Actv. Perché a quanto pare fare il biglietto dell’autobus in certi casi può rivelarsi un’autentica impresa. Anzi, è proprio impossibile. Lo dimostra ciò che è accaduto ad alcuni utenti l’8 dicembre, data “rossa” sul calendario per l’Immacolata concezione. Giorno festivo, quindi le tabaccherie e gli altri punti vendita Venezia Unica sono per la maggior parte chiusi. In casi del genere dovrebbe essere garantita una seconda possibilità di acquistare il titolo per mettersi in viaggio. Che non c’è.

Sono in due, saliti sul bus da Noale a Mestre, a chiedere al conducente di fare il biglietto a bordo. "Non ne ho - è la risposta del dipendente Actv - Negli autobus non ne vendiamo". E quindi che si fa? Proprio nulla: “Viaggiate senza”. Nel malaugurato caso in cui dovesse salire un controllore, poi, toccherà agli utenti spiegare il motivo per cui stanno viaggiando "a scrocco". Confidando nel loro buon senso. Una signora insiste: "Stamattina ho girato per un’ora alla ricerca di un posto che vendesse i ticket, senza successo. E ora rischio di dover pagare la multa? È assurdo". L’autista è d’accordo, ma la risposta non cambia: "È un problema che riguarda anche noi - ammette - Perché non ci mettono nelle condizioni di lavorare correttamente. L’unico suggerimento che posso darvi è di segnalare la cosa all’Actv". Sperando che la somma di tutte le lamentele dia i suoi frutti. Secondo il Call Center di Venezia Unica, però, l’autista durante i festivi dovrebbe essere munito di biglietti, così come negli orari serali in cui i punti vendita sono chiusi. Insomma, c'è perlomeno un problema di comunicazione.

E i distributori automatici? "Ce n'è uno in piazzale Cialdini, a Mestre", risponde l'operatrice al telefono,  confermando che il problema resta per chi arriva da fuori città. Mentre su internet si può solo rinnovare l'abbonamento. Il capitolo web è un'altra nota dolente: la possibilità di acquistare online è un'opzione che esiste da anni in altri servizi di trasporto, sia italiani che esteri. Ma che qui sembra un miraggio. Totalmente illogico, visto che dovrebbe essere nell’interesse dell’azienda facilitare il pagamento del servizio da parte degli utenti, specie vista l'enorme diffusione degli smartphone negli ultimi anni. La ciliegina sulla torta è la sezione "Ricarica" del sito Actv: uno magari si illude, leggendo che si tratta di "una rivoluzionaria combinazione di tecnologie hardware e software sviluppate per consentire il caricamento nella tessera imob o Venezia Unica". Poi però scopre che "per utilizzare il servizio è necessario dotarsi di un lettore smart reader compatibile”. Tradotto: bisogna andare in un punto vendita e comprare uno strumento da collegare al computer del costo di 19,90 euro.

Eppure in aprile era circolata la notizia secondo cui di lì a un paio di mesi sarebbe stato possibile avere il biglietto Actv, sia per vaporetti che per bus, comodamente sul cellulare. Poi sarebbe bastato passare lo smartphone davanti alle macchinette imob per convalidare il titolo di viaggio. Una vera rivoluzione in laguna, che però finora non è mai partita nonostante l'interesse del direttore di Avm, Giovanni Seno.

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