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Emergenza fiumi nel Portogruarese Strade, paesi e quartieri allagati

In un paio d'ore caduti 250 millimetri di pioggia. A 70 scatta già l'allerta. Sott'acqua zone di Portogruaro, San Michele, Gruaro e Concordia

La notte non ha portato buone notizie. E nemmeno tutta la giornata di mercoledì. Il Portogruarese finisce in molti punti sott'acqua e nel pomeriggio alla lista delle preoccupazioni si aggiunge anche il Lemene, esondato in alcuni punti. Alle 17 si attendeva la piena, dopo che dalle 5 della mattina è caduta al suolo una mole d'acqua così ingente da mandare inevitabilmente in crisi la rete idrica minore di tutta la zona, con la lista degli allagamenti che si è allungata di ora in ora. Dalle 5 alle 7 di mattina (nell'ora successiva di fatto non è piovuto) sono caduti a terra dai 150 ai 200 millimetri di pioggia, quando un livello di 70 avrebbe già determinato problemi.

Le piogge hanno gonfiato anche tutta la rete idrica del Lemene in Friuli. Acqua che quindi ora dovrà raggiungere il mare, che si trova un metro sopra lo zero di marea. Una condizione che non aiutata. Tant'è vero che già in alcune zone di Concordia Sagittaria e Portogruaro si sono registrati nuovi allagamenti simili a quelli che avevano caratterizzato un'area ben più vasta. Siamo a venti centimetri dai livelli dell'emergenza di gennaio scorso (che furono paragonabili a quelli dell'alluvione del 1966). Saranno quindi lunghe ore di allerta quelle della serata di mercoledì e della nottata di giovedì, sperando che il meteo dia una mano.

A Portogruaro è stato attivato il Centro operativo dei soccorsi al magazzino comunale di via del Lavoro - PIP Noiari, dove mercoledì sono stati distribuiti 1500 sacchi di sabbia. Ce ne sono ancora a disposizione. Nella sede del comando dei vigili del fuoco è stata approntata invece la sala operativa distrettuale della protezione civile. Per eventuali segnalazioni si raccomanda di usare i seguenti numeri del centro operativo comunale 042280304 e quello di reperibilità del COmune 3355264950. "Allo stato attuale la situazione dei corsi d’acqua principali non consente di escludere ulteriori situazioni di criticità", dichiara il Comune di Portogruaro.

“Gruaro, Concordia Sagittaria, Portogruaro e Fossalta di Portogruaro sono i Comuni che hanno subito i maggiori danni. – afferma il sindaco Antonio Bertoncello - Ora è il momento di coordinare gli interventi, fare e distribuire sacchi, seguire l'evolversi della situazione che continua ad essere preoccupante. Domani, se riusciamo ad uscire dall'emergenza, chiederemo come Comune lo stato di calamità naturale, per fornire almeno dei rimborsi ai cittadini. Ci aspettiamo anche alcune precise risposte. Se come è stato precisato dal Consorzio di bonifica le idrovore hanno tenuto, allora dovranno essere precisate con chiarezza le cause di questa situazione intollerabile. Il tempo di precisi impegni su interventi che riguardano il rischio idrogeologico e che sono di competenza della Regione è passato da un pezzo. Le risorse e gli stanziamenti promessi per opere di prevenzione e/o di messa in sicurezza vanno erogati subito ai Consorzi e al Genio Civile, dando anche gli strumenti per poter operare immediatamente. Se non sono in grado di farlo venga da subito sbloccato il patto di stabilità ai comuni per ciò che il comune può fare in merito. In assenza è inutile piangere sui danni”.

L'Arpav prevede tempo instabile, ma se si registrassero altri fenomeni metereologici simili all'ultimo la situazione potrebbe peggiorare. A causa del Lemene già i pompieri sono dovuti intervenire con delle idrovore nei pressi di un'azienda di Gruaro. Altre due idrovore sono state messe in funzione a Portogruaro per eliminare l'acqua che sta minacciando una zona abitata.

Al lavoro pompieri provenienti da quattro province (Venezia, Treviso, Padova e Verona), protezione civile, Genio civile ed esperti del consorzio di bonifica Veneto orientale per cercare di gestire le varie emergenze sul territorio. Alle 9 della mattina l'area maggiormente colpita aveva un raggio di tre chilometri per cinque, con allagamenti pesanti. Ma la zona in cui si sono registrati disagi e tracimazioni si estende per una decina di chilometri.

A Portogruaro l'acqua si è impadronita di strade e campi delle aree periferiche, ma problemi (come un anno fa) si registrano anche in centro storico. I disagi maggiori si sono verificati in viale Trieste e in alcune vie vicino all’argine del Reghena in zona Frati. Altre zone ancora in difficoltà sono quella della ex stock, quella di via Solferino e via Colombo, la zona di via Ronchi e via Palazzine e Fossalato. Tutte le aree sono in qualche modo accessibili, se non direttamente tramite percorsi alternativi.

Grossi problemi anche in due strutture dell'Ulss10. La comunità alloggio dedicata alla cura dei disturbi del comportamento alimentare e del peso di via della Resistenza, sempre nella città del Lemene, nota come “Casa delle Farfalle”, è stata allagata e successivamente evacuata. L’allarme è scattato alle 7.30 circa, quando l’acqua ha progressivamente invaso sia il giardino esterno, raggiungendo in alcune zone un’altezza di 50 centimetri, che l’intero piano terra della struttura, raggiungendo i circa 20 centimetri d’altezza. “Ci siamo subito attivati per cercare di salvare arredi e materiale andati rovinati – spiega il responsabile del CDCA, il dottor Pierandrea Salvo - ma da Comune e protezione civile non c’è stato alcun aiuto. I tecnici dell’Ulss hanno recuperato dei sacchi di sabbia per cercare di bloccare l’acqua, anche se alle 10.30 il deflusso pare tutt’altro che positivo”. Nella comunità alloggio sono attualmente presenti 9 giovani ospiti, trasferiti inizialmente al primo piano della struttura. Alle 11 circa è stata tuttavia decisa l’evacuazione. Le nove ragazze sono state trasferite in altre strutture protette dell’Ulss10. Anche il Centro diurno di Salute Mentale di Portogruaro, posto nella stessa zona allagata, è astato chiuso. Una ventina di ospiti sono stati riaccompagnati a casa.

Disagi anche a Gruaro, Concordia Sagittaria, nella zona di Paludetto e Levada, fino alla frazione di Cavanella. A Concordia, tra l'altro, è stata chiusa una scuola per l'infanzia a causa dell'esondazione dei canali. In mattinata "respiravano" Giussago, Sindacale e Lison. I residenti nelle zone dell'emergenza si sono trovati scantinati e case allagate a causa dell'esondazione dei fiumi minori con l'acqua che arriva a circa cinquanta centimetri. Ai polpacci. Difficile muoversi in auto, mentre i danni per l'agricoltura e per altre attività sono già ingenti.

Non sarebbero invece in condizioni critiche Piave, Livenza e Tagliamento (la preoccupazione rimane per le prossime ore però). Nel frattempo le Ferrovie dello Stato hanno comunicato che sulla linea Venezia – Trieste, dalla notte scorsa è rimasta sospesa la circolazione fra Latisana e San Giorgio di Nogaro fino alle 13 per l’esondazione del canale Cormor. I treni regionali sono stati sostituiti con bus fra Portogruaro e San Giorgio di Nogaro. I treni a lunga percorrenza sono stati deviati via Gorizia/Udine/Sacile con un allungamento dei tempi di viaggio di circa 100 minuti. Il primo convoglio che ha percorso il tratto riattivato è stato il regionale 2212 (Trieste-Venezia) previsto in partenza da San Giorgio di Nogaro alle 12.59.

Per fare fronte alle segnalazioni di emergenza meteo provenienti dall’Arpav, è continuamente attivo il servizio di monitoraggio h24 dell’intero comprensorio da parte dei tecnici consorziali attraverso la sala telecontrollo computerizzata degli impianti, da cui è peraltro stato certificato il costante e regolare funzionamento degli impianti idrovori.

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