Solo i sindaci al 25 Aprile. Poi anche l'Anpi. Si alza l'attenzione

Una circolare per evitare assembramenti alle cerimonie che non esclude «in alcun modo» i partigiani. Forza Nuova: «Scenderemo in strada»

Cerimonia del 25 aprile, archivio

A confermarlo è quindi in mattinata il Viminale e poi con una nota la presidenza del Consiglio dei ministri. L'Anpi, associazione nazionale partigiani, non è esclusa dalle manifestazioni del 25 Aprile nelle piazze cittadine. Accanto al rappresentante delle amministrazioni comunali, ci potrà essere anche un rappresentante per le associazioni partigiane e combattentistiche. Ma le polemiche non si sono fatte attendere. Cittadini e isituzioni che si sono sentiti esclusi dalle celebrazioni pubbliche del 75esimo anniversario della liberazione nazionale, hanno chiesto di essere presenti alle manifestazioni. Non c'è pagina social, diretta Facebook o balcone che tenga.

Con buona pace dei sindaci impegnati a evitare gli assembramenti, seppur in circostanze di particolare valenza nazionale e storica. Si fa appello al senso di responsabilità, al valore di rimanere a casa per dare l'esempio in prima persona davanti a un interesse preminente come quello alla salute pubblica. Ma si fatica a tenere a freno più di qualcuno e la preoccupazione aumenta, nelle poche ore che rimangono prima delle cerimonie di sabato. A far salire il livello di attenzione l'annuncio di Forza Nuova che parla di «concessione vergognosa e dittatura sanitaria» e promette di scendere in strada.

Centinaia le iniziative virtuali di associazioni e sindacati. «Proprio davanti alle prove difficilissime che stiamo affrontando in questi mesi credo sia
fondamentale celebrare la memoria di un capitolo glorioso della storia italiana, quello del nostro riscatto dalla pagina buia e vergognosa del fascismo, dice il sottosegretario all'Interno Achille Variati. «Basta attacchi ai partigiani, e alle associazioni combattentistiche. Zaia prenda le distanze da Donazzan: le sue sono dichiarazioni antipatriottiche che rappresentano un’offesa per quanti in Veneto hanno perso la vita per consentire a tutti, perfino a lei, la libertà di espressione. Non possono esserci ambiguità da parte delle istituzioni regionali rispetto al valore democraticamente unitario e non divisivo della celebrazione della Festa nazionale del 25 aprile», scrivono Piero Ruzzante, consigliere regionale Liberi e Uguali, Patrizia Bartelle consigliera Italia In Comune e Cristina Guarda, consigliera regionale Civica per il Veneto.

«A seguito della circolare della prefettura, che recepisce una nota del ministero dell'Interno in relazione alle celebrazioni del 25 Aprile, il previsto momento dell'alzabandiera alle 10 vedrà la presenza di un rappresentante dell'Amministrazione comunale e dei soli presidenti delle associazioni combattentistiche e d'Arma - precisa il Comune di San Donà di Piave - Alla cerimonia non è consentita la presenza di pubblico, quindi è esclusa la partecipazione della cittadinanza, di altri soci, simpatizzanti, fotografi delle associazioni, al fine di garantire il rispetto delle misure di sicurezza, a tutela di tutti».

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