La linea della Regione: nidi e materne aperti il 4 maggio. Ma si attende la risposta del governo

Ieri il confronto tra Anci, Fism, Assonidi e parti sanitarie. L'assessore Lanzarin ha spiegato che strutture accreditate, seguendo precise linee guida, potrebbero aprire

La ripartenza non può prescindere dalla riapertura di asili nido e scuole materne. L'ha detto a più riprese il governatore Luca Zaia, l'ha ribadito anche l'assessore alla Sanità Manuela Lanzarin. Se una ripresa deve esserci in tempi brevi, infatti, i genitori dovranno tornare sul posto di lavoro, nella maggior parte dei casi senza sapere a chi lasciare i figli.

Lanzarin: «Riaprire a determinate condizioni»

È stata proprio Lanzarin a sottolineare questa mattina nel corso del consueto punto stampa dalla sede della protezione civile di Marghera che ieri la regione si è incontrata con Anci, Fism, Assonidi e parte sanitaria per aprire un tavolo di confronto sul segmento 0-6 anni, ossia sugli asili nido e le scuole materne. «La volontà che abbiamo espresso - ha spiegato Lanzarin - è quella di riaprire a determinate condizioni, in primis per la socialità pedagogica ed educativa, perché effettivamente i bambini stanno soffrendo per questa situazione e devono tornare secondo noi a fare i bambini. Poi ovviamente c'è la questione legata alla ripresa lavorativa e quindi alla conciliazione delle esigenze dei genitori».

La regione fa capire che seguendo delle linee di indirizzo precise e sfruttando delle strutture accreditate ci sono già i margini per riaprire. «Stiamo lavorando per trovare le misure più giuste per gli operatori, i bambini e i genitori che accompagnano e vanno a prendere i piccoli.  - ha aggiunto Lanzarin - Abbiamo pensato anche di creare gruppi più piccoli e diluiti nel corso della giornata. L'obiettivo è quello di allinearli alle riaperture, suppongo al 4 maggio. Ora però dobbiamo aspettare risposte in merito a livello nazionale».

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