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Lavoratori all'unisono ai parlamentari: "Riformare il Patto o Venezia così muore"

Sala San Leonardo piena a Cannaregio lunedì mattina per l'assemblea dei dipendenti di Ca' Farsetti. Presenti deputati e senatori Pd e Cinque Stelle. Sindacati: "Non molleremo mai"

Sala gremita e appelli accorati. All'unisono. Che la temperatura in laguna sia sempre elevata sul fronte dei tagli alle indennità dei lavoratori comunali lo si è visto durante l'ennesima assemblea lunedì mattina in sala San Leonardi, a Cannaregio. Il fronte sindacale si è dimostrato compatto di fronte ad alcuni parlamentari veneziani, in città per un successivo faccia a faccia con il sindaco Luigi Brugnaro sulle condizioni del bilancio di Ca' Farsetti.

Uno a fianco all'altro hanno preso la parola il deputato del Movimento Cinque Stelle, Marco Da Villa, e i parlamentari del Pd, Delia Murer, Michele Mognato, Davide Zoggia e Felice Casson: "A decine rischiano di rimanere a casa il prossimo anno - ha dichiarato Luca Lombardo del sindacato Diccap - Abbiamo perso dai 200 ai 700 euro in busta paga. Qui il settore pubblico è già stato condannato, ma speriamo nella grazia. Perché la città sta andando alla deriva e non veniamo ascoltati sia a livello locale che nazionale. Cambiate le regole del Patto di stabilità, speriamo in un dialogo significativo".

All'assemblea erano presenti solo rappresentanti di chi in laguna è all'opposizione. Inevitabili quindi gli attacchi all'attuale guida di Ca' Farsetti: "E' inadeguata - ha attaccato Mognato dal palco - prima o poi la luna di miele finirà". Il pentastellato Da Villa ha sottolineato come "gli emendamenti Salva Venezia siano sempre stati votati da noi", chiedendo però una riforma del patto "per tutti gli 8mila Comuni italiani". Dal pubblico a più riprese sono partiti inviti a lavorare per "riconoscere la specificità di Venezia", oppure per "modificare il decreto Madia", che impone di mantenere le risorse del fondo di indennità uguale a quello 2015. Deputati e senatori si sono presi l'impegno di lavorare fianco a fianco per trovare degli sbocchi parlamentari alla situazione, con l'obiettivo di arrivare a una riforma generale del Patto di stabilità. 

Sull'altro tema, ossia sulla nuova Legge speciale, secondo il senatore Felice Casson la situazione sarebbe diversa. Per non dire opposta: "La convergenza in Parlamento c'è - spiega - c'è una nostra proposta che ha trovato l'appoggio anche di altri partiti. Quello che manca è una proposta seria a livello locale. In questo senso l'amministrazione Brugnaro non ha fatto nulla. Il testo è pronto. In più non c'è alcun progetto di prospettiva per la città: cosa vuole fare il sindaco su Porto Marghera, i dipendenti comunali, il Lido tra cinque o dieci anni? C'è il silenzio". Se Delia Murer annuncia battaglia "contro la demolizione del welfare a Venezia", Davide Zoggia invece invita Brugnaro "a ufficializzare lo sforamento del patto di stabilità anche per quest'anno. Solo così potremo predisporre contromisure nei nostri poteri, lavorando sugli emendamenti. Altrimenti non potremo ridurre le eventuali sanzioni". Il fronte sindacale, nell'appellarsi ai parlamentari, si dimostra unito e battagliero: "Esorto alla lotta sindacale", ha affermato Luigi Barbieri dei Cobas. "Ricordate - ha invece scandito Mario Ragno della Uil Fpl - che a Venezia la vertenza non si ferma. Se pensano di prenderci per stanchezza si sbagliano: non molleremo mai".
 

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