Il bus notturno non ha abbastanza posti a sedere: "Rimasti a piedi"

Pendolari infuriati ed esposto ai carabinieri: "Il pullman delle 0.20 diretto a Portogruaro non ha fatto salire tutti. C'è chi ha dormito in stazione"

Una delle manifestazioni dei pendolari (archivio)

L'autobus arriva venti minuti dopo la mezzanotte alla stazione di Venezia Mestre ma i posti a sedere sono troppo pochi per far salire a bordo tutta la gente che deve tornare a Portoguaro o nel Veneto orientale. Risultato: una ventina di pendolari sarebbero rimasti davanti allo scalo ferroviario in attesa di un secondo pullman promesso dall'autista che, stando alla loro testimonianza, non sarebbe mai arrivato.

Gioco forza, dunque, nella notte tra sabato e domenica hanno dovuto trovare una soluzione alternativa per far ritorno nelle proprie abitazioni. Facendosi venire a prendere da qualche parente in auto. Ma la disavventura per un passeggero è iniziata ben prima: "L'autobus VE 801 non è passato alla stazione di Venezia Carpenedo (o almeno non si è visto nei 25 minuti successivi all'orario indicato) - racconta C.S. sui social network - Ho raggiunto con mezzi alternativi la stazione di Mestre per prendere il pullman sostitutivo successivo VE 803, ma quest'ultimo non aveva abbastanza posti a sedere. Nonostante le rassicurazioni dell'autista che entro 10 minuti sarebbe giunto un secondo mezzo, non è arrivato".

Una versione  dei fatti suffragata da un altro pendolare, che per due volte è rimasto a terra per posti "sold out". "Sabato sera mi trovavo a Mestre e volevo far ritorno a San Donà di Piave con uno degli autobus sostitutivi previsti in partenza da Mestre alle 23.24 e alle 00.35 - dichiara - Arrivo in stazione circa alle 23.40 e per mia fortuna vedo arrivare l'autobus sostitutivo delle 23.24 con un po' di ritardo. A questo punto penso di poter salire, ma l'autista non apre la porta di salita, scende dalla sua porta e spiega a me e altre 4 persone presenti a Mestre che il pullman (circa 25 posti) era già al completo, che quindi non poteva imbarcarci perché non possono viaggiare persone in piedi e ci chiede gentilmente di attendere 45 minuti il prossimo mezzo. Molto più grande".

Nonostante il disservizio, il viaggiatore e gli altri "colleghi" attendono con fiducia. Basta aspettare, pare. Poi si torna a casa. "A mezzanotte e mezza circa il pullman finalmente arriva - continua - Siamo circa una ventina di persone. E qui l'amara sorpresa. L'autobus è pieno con qualche persona in piedi. Scendono due persone e l'autista, il quale comunica che ci sono solo due posti e gli altri devono attendere un mezzo di rinforzo in arrivo in circa dieci minuti. Alcuni ragazzi salgono lo stesso e cercano di stare in corridoio. Ma l'autista cerca di cacciarli giù rassicurandoci sull'arrivo del pullman seguente. Dopo un'ora - conclude - nessun bus è passato. E piazzale Roma ci sarebbero stati altri quindici ragazzi in attesa". Una richiesta d'aiuto alla polizia ferroviaria, che, alla fine, ha tolto ogni speranza: non era previsto l'arrivo di alcun autobus di rinforzo. "C'è chi è andato in stazione a stendersi su una panchina fino al mattino per il primo treno delle 6.53, chi si è seduto e ha atteso invano per altre ore - sottolinea il testimone - i più fortunati sono stati ospitati da amici o si sono fatti venire a prendere".

Un resoconto che ha mandato su tutte le furie le associazioni nati per difendere i cittadini da ritardi e disservizi. Il comitato dei pendolari del Veneto Orientale, infatti, ha annunciato che presenterà un esposto ai carabinieri sull'accaduto. Chiedendo di indagare di chi siano le responsabilità di quanto accaduto.

"Situazioni di collasso si verificano proprio il sabato sera in quanto si aggiungono anche ragazzi e turisti che vanno a Venezia per passare la serata - dichiarano in una nota congiunta il comitato dei pendolari del Veneto Orientale e quello di Quarto D'Altino - Una situazione che deve essere affrontata e risolta dall'assessore regionale competente Renato Chisso". Le richieste al rappresentante della giunta Zaia sono precise: "E' necessario il ripristino del treno delle 0.21 da Venezia il prima possibile con la garanzia che circoli tutti i giorni dell'anno - sottolineano i comitati - tutti quelli che hanno pagato un biglietto o un abbonamento devono vedersi garantita la possibilità di rientro con il mezzo se questo è previsto. Deve esserci una soluzione alternativa in tempo reale per far fronte a situazioni di questa gravità".

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