Cronaca

Actv, disdetti gli accordi con i sindacati per il compenso integrativo in busta paga

Il gruppo: «A causa della crisi non sono più sostenibili. Occorre salvaguardare il servizio». I sindacati: «Una comunicazione unilaterale senza trattativa: inaccettabile»

Il gruppo Actv Avm ha deciso e comunicato martedì ai sindacati di aver disdetto tutti gli accordi integrativi aziendali della contrattazione di secondo livello. Sono 127 i codici di indennità previsti dagli accordi tra Avm/Actv e le parti sociali. La notizia, data ai sindacati questo pomeriggio riguarda l'interruzione degli accordi stipulati in quanto, scrive il gruppo, «eccessivamente onerosi da sostenere in un periodo in cui sia la crisi economico-finanziaria che quella turistica hanno ridotto gli introiti dell'azienda e fatto venire meno le stesse esigenze che avevano portato alla stipulazione di tali accordi». I tagli potrebbero coinvolgere fino al 30-40% dell'economico dei lavoratori.

Il duro colpo dell'acqua alta e della pandemia

«L'acqua alta del novembre 2019 e la pandemia mondiale ancora in corso hanno fatto subire alla città di Venezia un crollo economico e turistico che ha messo ancora più in evidenza quanto l'economia locale dipenda da questo fattore - continua la partecipata del Comune per il trasporto pubblico locale - Venendo meno il turismo e i conseguenti ricavi economici sembra chiaro che l'attuale struttura dei costi aziendali (che prevede oneri nei confronti dei lavoratori e un insufficiente guadagno da parte delle aziende) non è più sostenibile e congruente con la situazione attuale e prevede, quindi, un adattamento. È proprio a favore di questo adattamento che è stato aperto un dialogo con le parti sociali per nuovi accordi contrattuali meno costosi e più flessibili. Fino alla stipulazione di un nuovo accordo, quindi, vengono sospese le indennità dei lavoratori e sostituite con il pagamento unilaterale da parte delle aziende del gruppo di un 10% dello spettante a ciascun dipendente». I sindacati negano sia stato avviato un dialogo e parlano di una comunicazione «unilaterale e senza l'apertura di alcun tavolo».

Dal Carnevale alle trasferte aggiuntive: 127 codici di indennità non più sostenibili

Tra le indennità coinvolte quella per le giornate particolari, l'indennità del Carnevale, indennità di reperibilità varie, indennità approntamento mezzi, indennità disponibilità occasionale e molto altro ancora. Il rispetto di tali accordi ha portato finora ad Avm/Actv costi annui aggiuntivi di 8 milioni di euro (per l'incremento dei dipendenti di ruolo) e di 2,2 milioni di euro (per l'assunzione di personale stagionale per il periodo primavera/estate/autunno). 

L'opinione dell'assessore ai Trasporti Boraso

L'amministrazione comunale dichiara di aver preso atto della situazione nefasta del gruppo Avm/Actv per gli affetti della pademia e acqua alta e sottolinea «quanto i ristori del governo non siano sufficienti a coprire lo sbilancio economico e finanziario del 2020 e del 2021 (dato anche lo stostamento degli ammortamenti di 12 mesi)».

«È chiaro che una città con vocazione turistica, come Venezia, è stata tra le più colpite dal lockdown - sottolinea l'assessore Boraso - e necessita di specifici ristori da parte dello Stato. La direzione aziendale ci ha dato un piano generale di interventi di efficientamento e riduzione dei costi, in cui è prevista anche la disdetta della contrattazione integrativa, con effetti dal primo aprile 2021, e la contemporanea riapertura delle trattative con le organizzazioni sindacali. L’amministrazione del sindaco Brugnaro ha dato, però, due obiettivi chiari: che Actv resti pubblica con gestione in-house e che non ci siano licenziamenti. Il mandato, infatti, è volto a salvaguardare i lavoratori, l’impresa e i servizi ai cittadini».

Le reazioni sindacali e politiche

«Ci hanno chiamato nel pomeriggio, anticipandoci la comunicazione. Ci stiamo confrontando per una risposta sindacale unitaria, che arriverà nelle prossime ore - dice Valter Novembrini segretario della Filt Cgil Venezia -. Per noi questo atto unilaterale è irricevibile e offensivo. Non è un metodo di confronto idoneo. Se si vuole iniziare una trattativa seria occorre sgomberare il campo da queste iniziative. A questo punto lo sciopero nazionale dell'8 febbraio avrà per questi motivi carattere locale, finché l'azienda non tornerà a più miti consigli. Era necessario e doveroso aprire un tavolo». «Arriviamo da un anno di difficoltà e cassa integrazione - afferma Francesco Sambo Uiltrasporti - Eppure abbiamo accettato anche decisioni dolorose, come la riduzione delle ore di lavoro degli stagionali. Ora parliamo di un taglio fino al 40% dell'economico dei dipendenti. Lo stesso accordo del 2013 ci insegnò che ragionando assieme si può ripartire. Ma questa volta il metodo è inspiegabile e inaccettabile».

«È una follia totale, non può esistere una cosa del genere», ha detto il consigliere comunale veneziano di Fratelli d'Italia, Francesco Zingarlini, dipendente Actv. «Con i colleghi stiamo parlando da tre o quattro ore, lo stipendio passa da circa 1.600 euro a 1.100, per guidare un mezzo sette ore al giorno, sei giorni la settimana, con i turni e tutte le responsabilità che comporta - ha continuato - I sindacati si stanno organizzando. Spero che si manterrà la compattezza dei lavoratori».

«La disdetta riguarda tutti gli integrativi dei lavoratori del gruppo Avm, Actv, Vela - afferma Fit Cisl - Il provvedimento inaspettato non è accettabile e sostenibile per la dignità dei lavoratori, che soprattutto durante l'emergenza ancora in corso hanno sempre garantito la loro presenza con spirito di abnegazione nei confronti del servizio e dell'utenza, e per la vicenda del salvataggio del gruppo con gli accordi del 2012, 2013 dalle crisi che investirono le aziende. Abbiamo verbalmente rappresentato alla direzione il nostro disappunto. Provvederemo con comunicati ufficiali  ad attivare tutte le procedure consetite dalla legge e normative contrattuali vigenti con lo scopo di ottenere il ravvedimento della posizione aziendale coinvolgendo anche la proprietà. Auspichiamo l'apertura di un dialogo con il gruppo e l'amministrazione in una condizione di parità per la tenuta dei livelli di reddito e occupazionale».

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