Piarotto legno chiude, coinvolti 90 lavoratori. Il sindaco: «Siamo amareggiati»

Lo ha comunicato la proprietà. I sindacati: «Questa decisione avrà un grande impatto sul territorio di Santa Maria di Sala». Venerdì si terrà una manifestazione

Piarottolegno, con sede sulla Noalese a Santa Maria di Sala, ha annunciato l'intenzione di chiudere lo stabilimento, con conseguenze per circa 90 dipendenti. La notizia è stata data ieri dai sindacati, ma già da qualche settimana c'era preoccupazione per le sorti dell'azienda. «Siamo preoccupati e amareggiati - commenta il sindaco Nicola Fragomeni -. Pensiamo ai lavoratori e alle loro famiglie, mi schiero con loro. Questi temi ci stanno a cuore. È gente che magari ha mutui o che si avvicina alla pensione, ora dobbiamo trovare la strada giusta per portare a compimento i loro percorsi. O, in alternativa, pensiamo ad un assorbimento globale nella zona industriale salese, perché ci sono aziende che si stanno riprendendo dopo il Covid».

La notizia è inaspettata, conferma il sindaco. «Sembra che l'azienda abbia dislocato la produzione in Polonia e così ha lasciato sguarnito lo stabilimento di Santa Maria di Sala - dice - Eppure qui c'era la qualità del prodotto, c'è una storia lunga decenni, generazioni di lavoratori che hanno portato l'azienda all'eccellenza nella qualità del mobile e del made in Italy».

Chiusura

Martedì 30 giugno si è svolto il terzo incontro tra la proprietà, la Regione e le sigle Cisl, Cgil e Rsu: il team aziendale di gestione della crisi avrebbe comunicato appunto che, al netto di alcune commesse da concludere per un tempo di un paio di settimane, Piarotto cesserà l'attività, con la presentazione di un concordato liquidatorio e verificando la possibilità di impiegare gli ammortizzatori sociali. Per i sindacati si tratta di una decisione «irricevibile», considerato anche che l'azienda varie volte «ha dichiarato l'intenzione di mantenere la produzione nell'attuale sito» mentre invece «continua a delocalizzare ordini e clienti verso la fabbrica che si trova in Polonia».

Manifestazione

La chiusura rischia di causare problemi notevoli sul piano occupazionale e sociale. A Santa Maria di Sala, oltretutto, in queste settimane si sta affrontando anche la crisi del centro Tom. «La decisione di Piarotto avrà un impatto di grande rilevanza nel territorio salese», concludono i sindacati, annunciando per venerdì 3 luglio, alle 10, una manifestazione con tutti i lavoratori davanti al municipio.

Dalla ripresa alla crisi

Andrea Grazioso, segretario Filca Cisl, ha riepilogato la situazione: «Speravamo in una risposta positiva, si era anche parlato di un acquirente interessato alla rilevazione dell'azienda ma questo non si è verificato: di punto in bianco ci hanno detto che l'azienda ha deciso di cessare l'attività. Siamo rimasti tutti sbigottiti, compresa la Regione».

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Secondo la Cisl, superata la crisi del 2008, dal 2017 si erano presentate delle condizioni favorevoli: «Nel 2017 avevamo ottenuto un ammortizzatore sociale di 6 mesi ed evitato così una sessantina di licenziamenti. L'azienda aveva fatto un investimento per un nuovo macchinario e delle ristrutturazioni nei capannoni, i lavoratori erano rientrati e c'erano state anche nuove assunzioni. Si presagiva una ripresa. Poi, negli ultimi mesi, improvvisamente c'è stato un cambiamento. Sembra che con il coronavirus abbiano preso la palla al balzo: nella fase dell'emergenza sanitaria solo una decina di persone erano al lavoro e l'azienda ha deviato tutti gli ordini nello stabilimento in Polonia. Per noi questo è un atteggiamento scorretto: capiamo le ragioni di carattere finanziario, ma stiamo parlando di produzioni pregiate, di un marchio storico e conosciuto in tutto il mondo, di personale con un'anzianità di lavoro ventennale».

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