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Manifestazione in zona industriale, disagi per un'ora in via della Libertà

Una protesta di dipendenti in appalto in via dei Petroli non ha permesso alle autocisterne di entrare nella raffineria Eni. Code dalle otto in poi

Disagi venerdì mattina per chi doveva raggiungere Venezia in auto o in autobus. Una manifestazione durata poco più di un'ora di alcuni dipendenti di ditte in appalto agli stabilimenti Eni, infatti, ha bloccato a tratti (per poi invece a singhiozzo permetterne l'ingresso) l'accesso alle autocisterne in attesa di fare "il pieno" di carburante per poi partire per rifornire i vari distributori della zona. Risultato: la fila da via dei Petroli si è allungata fino a via della Libertà, mettendo in difficoltà la circolazione stradale. Di fatto con gli accessi alla raffineria bloccata si è allungato un lungo serpentone di mezzi che alla fine ha coinvolto anche chi non centrava nulla con la vertenza e doveva "solo" raggiungere la laguna.

I lavoratori metalmeccanici degli appalti hanno scioperato per circa due ore per protestare contro il mancato riavvio del cracking e la messa in discussione degli investimenti in petrolchimico e alla raffineria. Totale è stata l’adesione allo sciopero dei lavoratori metalmeccanici con la paralisi delle attività in tutto il sistema delle manutenzioni chimiche di Porto Marghera: fin dalle sei del mattino i lavoratori delle imprese di appalto e i delegati Fiom delle Rsu hanno presidiato gli ingressi degli stabilimenti effettuando un volantinaggio per informare i cittadini e gli automobilisti in transito sulle ragioni della protesta. I dipendenti hanno voluto ribadire la propria contrarietà alle scelte annunciate da Eni, che se applicate rischiano di mettere a repentaglio la continuità produttiva degli impianti e l’occupazione di centinaia e centinaia di posti di lavoro metalmeccanici, chimici, edili e dei servizi. Si chiede quindi alle istituzione locali, alle forze politiche, al commissario del Comune di Venezia di intervenire presso il governo affinché Eni riconfermi gli impegni industriali presi su Marghera, gli investimenti di processo e di prodotto, l’occupazione dei lavoratori diretti e degli appalti in raffineria e petrolchimico.

I rallentamenti si sono via via ingigantiti, anche se non avrebbero raggiunto dimensioni elevatissime. Sui social network si è quindi riversata la rabbia dei pendolari, che si sono chiesti il motivo di una coda del genere che all'altezza di via Righi tornava a essere scorrevole. Verso le 10, invece, a mettere in difficoltà pullman e automobilisti è stata una ragazza a cavallo. Che ha deciso bene di farsi prima il cavalcavia di San Giuliano e poi il ponte della Libertà portando "a mano" l'animale. Davanti agli occhi sbigottiti di chi di punto in bianco doveva cambiare corsia di marcia (DETTAGLI).

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