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Turista "si dà all'ippica": col cavallo a mano supera il ponte della libertà

Verso le 10 di venerdì una donna carica di bagagli si è messa in cammino verso la laguna. Prima transito per il cavalcavia di San Giuliano

Venezia a cavallo. Un'idea romantica. Splendida. Su cui magari gli amanti della storia della Serenissima qualche volta hanno pure fantasticato. Ma dal desiderio alla realtà ce ne passa. Non per una turista che, a giudicare dai bagagli che aveva caricato a bordo del suo "veicolo", deve aver fatto molta strada all'insegna delle vacanze low cost. Ma non in bicicletta, e nemmeno con altri mezzi di trasporto alternativi.

Lei la visita a Venezia la voleva fare evidentemente in sella al proprio cavallo: così, dopo le code che dalle 8 alle 9 hanno caratterizzato via della Libertà per una manifestazione in zona industriale (DETTAGLI), quanti dovevano raggiungere la laguna attraverso il ponte translagunare si sono trovati davanti un'oretta più tardi anche una pattuglia della polizia municipale che "scortava" la donna, di nazionalità slovena, con il cavallo "a mano".

PER LEI E' ARRIVATA UNA MULTA DALLA MUNICIPALE

Prima dell'intervento degli agenti, infatti, la situazione era relativamente pericolosa. All'altezza dei Pili auto e pullman erano costretti a cambiare all'improvviso corsia trovandosi di punto in bianco l'animale davanti. Anche sul cavalcavia di San Giuliano. Esattamente come nei casi di un veicolo lento o in avaria. Solo che in questo frangente, naturalmente, non c'erano nemmeno le quattro frecce ad avvertire per tempo del rischio. Ad ogni modo vista l'ora della "traversata" le code erano pressoché nulle, tra le occhiate sbigottite e divertite di chi mai avrebbe pensato di trovarsi davanti una scena del genere.

All'arrivo da piazzale Roma, poi, la giovane dopo aver chiesto informazioni, ha fatto inversione a U all'altezza del garage comunale. Passando davanti alla questura è stata fermata ancora una volta per dei controlli. Dopodiché ha ripreso la strada del ritorno, imboccando il ponte della Libertà in senso contrario. Sempre scortata da una pattuglia della polizia locale. Ripresa dai vigili, Olga, così si chiama l'amazzone, si è difesa candidamente, sostenendo che, tra i tanti cartelli di divieto per chi vuole raggiungere Venezia, manca effettivamente quello per i cavalli.

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