I parlamentari dopo la visita a Conetta: "Situazione insostenibile, soluzioni subito"

L'ex base, reduce da alcune settimane di agitazione, è stata passata al setaccio venerdì. Il presidente della Commissione: "Non ci sono le condizioni per garantire l'ospitalità"

Sopralluogo a Conetta della commissione parlamentare 20 gennaio 2017
"Il centro non ha le condizioni minime per garantire l'ospitalità dei profughi". Questo il commento a caldo di Federico Gelli, presidente della commissione parlamentare che venerdì si è recata in sopralluogo all'ex base militare di Conetta, in queste settimane al centro dell'attenzione mediatica per i problemi di sovraffollamento e per le proteste dei richiedenti asilo che hanno "sequestrato" circa 25 operatori all'interno del campo dopo la morte della giovane Sandrine Bakayoko. E il parere dei parlamentari, a seguito della visita, è concorde: bisogna trovare delle soluzioni rapide ed efficaci, perché la situazione rasenta l'insostenibilità.

"Abbiamo diversi filone d'indagine attivi - spiega Gelli - Stiamo lavorando su tutto il sistema di accoglienza, e l'8 febbraio ci sarà un'audizione con il nuovo ministro dell'Interno Minniti sulle novità relative all'ospitalità dei migranti. Nel merito di Cona abbiamo fatto una vera e propria verifica ispettiva, abbiamo raccolto informazioni e dati che si potevano apprendere anche dalle notizie della stampa. Ma vedere la situazione di persona ci ha dato maggiori elementi: il centro non è in condizione di garantire un'ospitalità decente". Il presidente della commissione ha spiegato che le tensostrutture non sono accettabili, e il sovraffollamento determina difficoltà tanto per le prefetture quanto per le realtà di gestione.

La missione a Cona della commissione parlamentare era già in agenda da tempo, ma i recenti fatti ne hanno accelerato la programmazione, e hanno permesso di metterne in luce le problematiche. "È evidente che la precarietà di una struttura in caso di permanenza breve può essere gestita, ma se la permanenza è di un anno, la situazione è diversa - ha spiegato Sara Moretto, parlamentare del Pd - Problemi di allacciamento dell'acqua, del sistema fognario e l'impossibilità di avere riscaldamento con fiamma sono difficoltà che è impossibile non riscontrare con lunghe permanenze". La commissione, come ha specificato la parlamentare, si è fatta un quadro chiaro della situazione sentendo diversi pareri, ed è concorde nell'affermare che la situazione all'ex presidio militare debba essere alleggerita.

Problema ritardi amministrativi. I  tempi per le analisi dei moduli C3, quelli per le richieste d'asilo, sono troppo lunghi, si stanno analizzando ad oggi le richieste di agosto. "È un problema molto importante. In alcuni territori lavorano speditamente, in altri meno. Le commissioni territoriali in Italia sono 41". Ecco perché i commissari stanno valutando di suggerire al ministero dell'Interno di aumentarne il numero. "Non è ammissibile che debbano essere ancora depositate le richieste di agosto".

I problemi di natura strutturale, nell’ex base “sono abbastanza palesi”. La commissione ha appurato infatti che solo la parte in muratura dell'ex presidio militare garantisce un’accoglienza dignitosa. Ci sono poi evidenti difficoltà legate alla sicurezza. Non è possibile sfruttare fonti di calore con la fiamma e nemmeno utulizzare stufe: “Per scaldare l’acqua per oltre un migliaio di persone bisogna utilizzare dei boiler. La cosa più impressionante - spiegano i commissari - è vedere le stufe che generano aria calda e le tensostrutture che immediatamente fanno uscire il caldo verso l'esterno. Una tenda è pur sempre una tenda”.

I flussi dei migranti, dal loro arrivo fino allo smistamento nei vari centri sono attentamente monitorati. "Vogliamo sottolineare che tutti coloro che arrivano nel nostro Paese sono fotosegnalati, identificati e inseriti nel sistema Frontex, differentemente da quanto succedeva in passato. Per evitare che i minorenni (ce ne sono stati 4 trasferiti, ndr) rimangano nei centri, chiediamo che vengano fotosegnalati con ossa del polso e arcata dentaria". In ballo c'è anche un piano nazionale per l'accoglienza dei minori, che dovrebbe portare alla creazione di strutture accreditate, che possano dare tutte le garanzie ai giovani ospitati.

A seguito della visita della commissione, il sindaco di Cona, Alberto Panfilio, ha continuato a ribadire il suo punto di vista: "Se questo Governo ha un programma di integrazione, deve cambiare modalità di accoglienza. È necessario trovare fondi europei e non lasciare i Comuni da soli. C’è bisogno che la politica faccia chiarezza. Indispensabile una capacità progettuale per affrontare il problema".

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