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Cona, in centinaia per sostenere il sindaco: altri profughi in arrivo

Mercoledì manifestazione a sostegno del primo cittadino Panfilio. Voci su un trasferimento dei migranti di Porgruaro a Conetta. Lega contro Cuttaia

"C'erano trecento persone in piazza a Pegolotte per sostenermi. Vado avanti, perché con il loro appoggio non rimarrò con il cerino in mano". Visibilmente soddisfatto il sindaco di Cona Alberto Panfilio all'indomani della "chiamata in piazza" ai propri concittadini: "In un periodo in cui la politica non attrae più - spiega - e in un paese piccolo come il nostro di sicuro mercoledì è stato un grande risultato". Il primo cittadino sabato scorso aveva minacciato le proprie dimissioni nel momento in cui fosse stato palese che il paese non fosse dalla sua parte, dopo alcune critiche nei suoi confronti.

Ora, però, all'orizzonte si staglia all'orizzonte un nuovo trasferimento di migranti: almeno secondo quanto avrebbero dichiarato alcuni esponenti della Giunta di Portogruaro, tra pochi giorni coloro che sono ospitati in una palestra di un istituto scolastico della città del Lemene dovrebbero essere spostati a Cona, per poi finire a Cavarzere. Un'eventualità che certo non fa piacere a Panfilio: "Ho già chiesto spiegazioni al prefetto - dichiara - aspetto di capire da lui se sia vero o meno. Perché io non ne sapevo nulla. Sarebbe grave, anche perché si parla di un loro arrivo entro tre giorni".

Che il dibattito politico in questi giorni ruoti ancora attorno all'ex base militare di Conetta lo dimostra anche la dichiarazione del consigliere regionale e segretario provinciale della Lega Nord Alberto Semenzato, secondo cui "il prefetto di Venezia Domenico Cuttaia è responsabile del disagio che stanno vivendo i cittadini di Cona e Conetta. E' irresponsabile la sua scelta - afferma Semenzato - di destinare a Conetta, frazione del comune di Cona, altri 122 immigrati. Proprio il 4 agosto scorso abbiamo avuto una riunione in Consiglio regionale con il prefetto Cuttaia, da allora nulla è cambiato, anzi, la situazione è  peggiorata. Con queste azioni - continua l'esponente del carroccio - lo Stato dimostra la propria incapacità nel gestire il fenomeno migratorio che da due anni a questa parte sta assumendo le proporzioni di una vera e propria invasione, che ricade negativamente sui cittadini e sugli enti locali. Lo Stato è tanto veloce in queste decisioni che penalizzano e modificano pesantemente l'equilibrio sociale di realtà così piccole, ma non è altrettanto solerte a trasferire le risorse necessarie per ristorare i danni fatti dal tornado che ha colpito la Riviera del Brenta".

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