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Tensione in Aprilia, posti di lavoro a serio rischio. Si muovono i sindaci

Martedì assemblea e corteo lungo la Noalese, mercoledì incontro con i sindaci. Ora si attende il patron Colaninno: "No ad una lenta agonia"

E’ passato un anno, è tornato l’incubo. I lavoratori Aprilia temono nuovamente di perdere il posto di lavoro, la situazione è di nuovo allarmante e in fabbrica da qualche settimana si respira un clima di tensione e fibrillazione. E’ una fase caldissima per il futuro dell’azienda: martedì nella sede di Noale i lavoratori hanno partecipato in massa all’assemblea con i sindacati per poi manifestare in corteo lungo la Noalese, mercoledì sera i sindaci di Noale e Scorzé (Celeghin e Mestriner) hanno incontrato sindacati, rappresentanti dei lavoratori e l’assessore provinciale al Lavoro, Paolino D’Anna, per pianificare una strategia comune. Il prossimo step, forse decisivo, sarà convocare a Noale il patron del Gruppo Piaggio Roberto Colaninno. “Ci dica di persona in che direzione sta andando Aprilia e cosa intende fare per affrontare la situazione – sbottano sindacati, sindaci e lavoratori -. Temiamo che questa sia solo una lenta agonia”.

La situazione è ormai nota: Aprilia soffre la crisi del mercato motociclistico da cinque anni, a gennaio scadranno i contratti di solidarietà negli stabilimenti di Noale e Scorzé. A Noale potranno essere rinnovati ancora un anno, a Scorzé no. E, quindi, cosa succederà? I sindacati nelle scorse settimane sono scesi a Pontedera (Firenze) per incontrare il patron Colaninno, ma sono usciti da quell’atteso colloquio con pochissime rassicurazioni. “Aprilia è un’azienda sovradimensionata rispetto al mercato” è la frase di Colaninno che tiene con il fiato sospeso i 700 lavoratori nei due stabilimenti del Miranese. Dagli attuali 27mila pezzi all’anno prodotti, dunque, il marchio potrebbe scendere presto a 8-10mila. Inevitabile, a quel punto, una situazione di esubero dei lavoratori.

“Ma noi di ridimensionamenti non vogliamo nemmeno parlarne, serve un progetto industriale solido che guardi al futuro. Diciamo no ad una dolce morte” ribadiscono da giorni Adriano Pomiato da Fiom e Matteo Masiero di Fim. All’assemblea noalese hanno partecipato 500 lavoratori, mercoledì sera erano oltre un centinaio quelli che hanno atteso nuove informazioni per due ore sotto al Municipio di Scorzé. Entro una settimana sarà fissato un incontro con l’assessore regionale Donazzan coinvolgendo pure i parlamentari veneti, poi si chiederà ufficialmente a Colaninno di salire a Noale e chiarire il futuro. Dell’azienda Aprilia e di quelle 700 famiglie. A Noale è esposta con orgoglio la targa “Città dei Motori”, nessuno vuole che diventi semplicemente una targa-ricordo.

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