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Profughi, Cuttaia: "Posti letto anche per i cittadini in difficoltà"

Incontro a Ca' Corner venerdì mattina con i sindaci: "Così potrete risolvere problemi di clochard e di gente che aspetta l'alloggio da tempo". A Venezia oltre che alle ex scuole elementari di Trivignano i migranti potrebbero essere ospitati nella ex caserma della polizia provinciale

Ce n'erano solo quattordici su quarantaquattro, la maggioranza di estrazione Pd. Non si può certo dire che l'incontro indetto dal prefetto Domenico Cuttaia a Ca' Corner abbia mietuto molti consensi: "Certo, dispiace - ha commentato a caldo il diretto interessato - ma molti mi hanno contattato in precedenza per spiegarmi il motivo della loro assenza". L'argomento è sempre quello: la gestione dell'ospitalità dei profughi che nel prossimo futuro (e questa è una certezza) arriveranno nel nostro territorio. In provincia serve trovare circa 350 posti letto, e alla svelta. Per questo il prefetto ha invitato i primi cittadini presenti a fare la propria parte. Perché il modello che Ca' Corner intende seguire è quello dell'accoglienza diffusa, senza sfruttare caserme o allestire tendopoli che potrebbero determinare un certo allarme sociale. Fin qui il ritornello è sempre stato lo stesso dei mesi scorsi: da una parte il prefetto, dall'altra sindaci e albergatori che, a parte sette amministrazioni locali, rispondono picche. Con toni e sfumature diverse: "non abbiamo posti" oppure il più netto "noi i migranti non li vogliamo".

La novità di giornata, però, risiede nel fatto che Ca' Corner mette sul piatto un nuovo asso nella manica: non solo le eventuali ristrutturazioni di edifici comunali in disuso verrebbero pagate in toto dal ministero dell'Interno (con tempi celeri), ma su queste strutture potrebbe imperniarsi anche una convenzione ad hoc in cui una parte dei posti letto sarà a disposizione dell'esigenze del territorio. Ciò significa, per esempio, che alle ex scuole elementari di Trivignano a Venezia una parte della sessantina di posti letto potrebbe essere utilizzata per lenire il problema dei clochard, oppure per fornire un tetto temporaneo a chi chiede da anni un alloggio.

Ciò per rispondere anche alle contestazioni di alcuni sindaci (primo tra tutti nei giorni scorsi Gianluca Forcolin di Musile di Piave), secondo cui i cittadini vedrebbero una lampante disparità di trattamento: per i migranti l'urgenza ha tempi celeri, per gli italiani invece si va alle Calende greche. "In questo modo, a costo zero, potrete risolvere molti problemi - ha sottolineato Cuttaia - poi quando l'emergenza sarà passata si avranno strutture rimesse a nuovo per altre attività". Per quanto riguarda il Comune di Venezia, in questo quadro rientrano non solo le ex scuole elementari di Trivignano, ma anche l'ex caserma della polizia provinciale del quartiere Altobello, in una zona piuttosto centrale a Mestre.

Per la prima struttura i giochi sono fatti: tempo un mese e mezzo e i poco più di trenta profughi ospitati alla struttura vacanze "Morosini" del Lido (su cui si sono concentrate diverse polemiche) finiranno a Trivignano. "Non è escluso che a scaglioni, se ci sarà la possibilità, i trasferimenti possano iniziare anche prima", ha dichiarato Cuttaia. Per quanto riguarda l'ex sede della polizia provinciale il raggio di azione (sempre che l'accordo con la Provincia vada in porto) è di circa quatto mesi, soprattutto per il fatto che serve bonificare l'area da tutto l'amianto che c'è. Dopodiché Ca' Farsetti potrebbe avere a disposizione una struttura molto estesa in cui fornire un tetto ai tanti clochard che durante l'inverno affollano la stazione ferroviaria ("ogni anno devo disporre che venga loro concesso spazio nello scalo. E' un problema", ha sottolineato più volte Cuttaia durante l'incontro). Quindi appelli ai sindaci, ma anche (di nuovo) agli albergatori, che da questa operazione che si dovrà chiudere a dicembre 2015, salvo proroghe, potrebbero contare su 28 euro circa netti a persona ospitata. Rimpinguando i propri incassi.

Ma c'è il capitolo sicurezza che tiene banco: "Nessuna segnalazione di reati ci è giunta in questi mesi commessi dai profughi ospitati. Chi dice ch i terroristi dell'Isis potrebbero arrivare con i barconi dice una cretinata", ha messo le mani avanti il prefetto. Affermazione confutata dal primo cittadino di Scorzè Giovanni Battista Mestriner (GUARDA IL VIDEO), secondo cui "cinquemila persone semplicemente non si sa dove siano finite. Stiamo parlando di una crisi sociale che è inevitabile che esploderà. Serve bloccare questi trasferimenti, perché la nostra economia non ha la possibilità di assorbire ulteriore forza lavoro purtroppo. A Scorzè, quindi, noi i profughi non li vogliamo. Anche perché non si sa quando effettivamente questa emergenza si concluderà".

IL SINDACO DI SCORZE: "QUESTO SISTEMA COLLASSERA'" - VIDEO

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